Il nostro amico Filippo Ceccarelli dice che talvolta non legge Professione Reporter perché ci trova solo notizie brutte sul giornalismo. Un po’ è vero, ma non del tutto. Qui di seguito una selezione dei fatti 2025 che Professione Reporter ha trattato. Segnali poco incoraggianti, ma anche reazioni, idee, regole nuove, speranze per il futuro.

Un abbraccio a tutti, a Filippo in particolare.

CREATORI. L’anno 2025 mette subito in chiaro come sarà: il nuovo (in realtà già usato) Presidente Usa Donald Trump apre le conferenze stampa a chi non fa parte della stampa: creatori di contenuti, podcaster, influencer, youtuber. E incrina il ruolo dei giornalisti (28 gennaio).

GOLFI. Un giornalista Associated Press viene escluso dalle conferenze stampa della Casa Bianca perché ha continuato a chiamare il Golfo del Messico Golfo del Messico e non Golfo d’America, come ribattezzato da Trump. Il coraggio punito (12 febbraio).

TENERI. Trump sceglie i giornalisti che lo seguiranno quotidianamente. Quelli più teneri da masticare (25 febbraio).

CHIUSURE. Il Messaggero di Roma chiude le redazioni di Viterbo e di Frosinone. Le notizie di Viterbo saranno confezionate a Rieti, quelle di Frosinone a Latina. Suole e tacchi addio (3 marzo).

TRENTAMILA. Michele Serra attraverso un articolo su Repubblica mobilita trentamila persone, che vanno in piazza a Roma per l’unità e l’orgoglio europeo. Utilità dei giornalisti. (16 marzo).

NON SUDA. Il Foglio stampa per un mese un’edizione quotidiana realizzata con l’Intelligenza artificiale. Risultato: “E’ leggibile, ma non suda e non puzza”. Soprattutto, molto marketing: se ne parla in tutto il mondo, da New York alla Corea all’India (22 marzo).

PER STRADA. Papa Francesco lascia la Terra. Diceva ai giornalisti: “State per strada, non nel Palazzo”. Paolo Mieli ha sempre predicato il contrario e ha trovato molti imitatori (21 aprile).

MAPPA. Donne Chiesa Mondo pubblica la mappa delle donne che comandano in Vaticano. Dopo venti secoli di dominio maschile, ancora un po’ poco (2 maggio).

DEBOLI. Il nuovo Papa Leone XIV dice ai giornalisti: “Siate disarmati e disarmanti. Raccogliete la voce dei deboli che non hanno voce”. Ottima idea (13 maggio).

DECALOGO. La redazione del Corriere della Sera approva il Decalogo contro l’invasione di pubblicità e marketing. Un passo avanti, ci vorrebbero controlli e interventi continui sulle violazioni quotidiane (21 maggio).

SGRADEVOLI. Agcom, su denuncia di Professione Reporter e di Vittorio di Trapani, impone alle Leghe Calcio e Basket di non censurare ciò che accade sui campi sportivi. Avendo il monopolio delle immagini, fino ad ora oscuravano fatti “sgradevoli”, tipo proteste contro i Presidenti (27 giugno).

GRATUITO. Meta (Facebook) condannata per l’utilizzo gratuito e la modifica per oltre mille volte di foto di Oriana Fallaci. Principio sacrosanto, multa leggera, chissà se sarà mai pagata (8 luglio).

PAZIENZA. Esami per diventare giornalista professionista, record di bocciati, 54 su 100. Nelle redazioni mancano giornalisti con il tempo e la pazienza di insegnare un po’ il mestiere (11 luglio).

PRINCIPIO. Meta (Facebook) condannata da Agcom a pagare al gruppo Gedi dieci milioni per aver pubblicato gratis articoli di Repubblica, Stampa, Secolo XIX. Se applicato ampiamente, principio che salverebbe il giornalismo (11 luglio).

BATTAGLIA. Google vara Overviews: riassunti già pronti per ogni domanda. Così nessuno visita più i siti, per esempio quelli dei giornali (con cui sono confezionati i riassunti). E’ la grande battaglia: i giornalisti producono i contenuti e le piattaforme li rubano (17 luglio).

TAGLI. Trump taglia 1,1 miliardi di dollari del governo per radio e tv pubbliche. Vanno in difficoltà 1550 emittenti locali: sono anche uno strumento per fornire avvisi durante i disastri naturali (18 luglio).

SCIARPE. In Liguria vietato ai giornalisti andare in tribuna stampa allo stadio con magliette e sciarpe della squadra del cuore. C’è voluto un accordo fra sindacato e squadre (26 luglio).

NOMI. Da zero a 18 anni, 18.500 uccisi a Gaza dall’esercito israeliano: Washington Post pubblica due pagine con nomi e foto. Perché non si dica che sono tutte balle (2 agosto).

ELEGANTI. Immagine sul mondo che viviamo: un ristorante elegante con uomini e donne eleganti che mangiano e bevono, da una parete di vetro fuori si vedono fiamme, disperazione e macerie. Copertina di Voci di dentro di agosto, realizzata da Nicolas Pompilio, 25 anni, in “messa alla prova” presso la rivista che parla di carceri (5 agosto).

EMBLEMA. Compie 5 anni la protesta (vana) di Usigrai, sindacato dei giornalisti Rai contro i “panini” nei tg: battuta del governo, battuta dell’opposizione, battuta della maggioranza. Sequela di parole vuote, inutili a capire che succede, emblema del servizio pubblico Rai appaltato a chi comanda (23 agosto).

LADRI. L’Adige denuncia i pirati che scaricano e diffondono ogni giorno migliaia di copie dei quotidiani tramite Telegram e WhatsApp. Meno potenti delle piattaforme, ma pur sempre ladri di contenuti (2 settembre).

SOGGIORNI. Fra le pagine e pagine in ricordo di Giorgio Armani, il Corriere pubblica un pezzo che racconta i soggiorni delle giornaliste di moda a Villa Armani, Pantelleria, assieme ai loro partner, fra colazioni, pranzi, giochi e critiche ai giornali. A proposito di pubblicità e marketing (7 settembre).

RESPONSABILI. Nuove regole al Pentagono: i giornalisti non possono sollecitare informazioni, solo pubblicare quelle fornite dai responsabili. Trenta rappresentanti di organi di stampa lasciano le loro postazioni al Dipartimento della Difesa Usa (19 ottobre).

DIRITTI. Maria Latella, collaboratrice esterna, intervista per il Sole 24 Ore la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni sulla manovra di fine anno. La redazione sciopera e il Direttore Tamburini fa uscire lo stesso il giornale. Diritti e passi indietro (17 ottobre).

MAIALINA. Sull’Air Force One il Presidente Trump dice “stai zitta, maialina” a una giornalista di Bloomberg. Lei aveva chiesto perché non faciliti la pubblicazione degli “Epstein files”. Cosa sarebbe accaduto qui da noi? (19 novembre).

NESSUNA. La Presidente del consiglio italiana Giorgia Meloni in un fuori onda dice a Trump che non gradisce parlare con la stampa italiana. Professione Reporter le rivolge pubblicamente dieci domande su cosa pensa dei giornalisti e del loro ruolo (essendo lei giornalista). Nessuna risposta pervenuta (22 novembre).

GESTIONE. Stupro a Roma: Questura e Procura tengono la notizia nascosta per un mese. Esce quando vengono effettuati tre arresti. Come si può “gestire” la cronaca nera (25 novembre)

SENSO. Aveva detto: “Che schifo vedere le donne arbitri di calcio”. Giornalista radiato dall’Ordine della Campania. Uno dei motivi per cui l’Ordine può avere un senso (5 dicembre).

LIBERTA’. La “biondina del Pd”, i “terroni” e gli “islamici bastardi”: attacchi frontali, forzature, invettive sui giornali del centro destra. Non sempre è libertà di opinione (12 dicembre).

PEGNO. John Elkann, otto anni dopo l’acquisto di Gedi, vende tutto, comprese la Repubblica e La Stampa. In otto anni ha dissolto un patrimonio editoriale unico, che comprendeva L’Espresso e prestigiose testate locali, costruito in 50 anni. Senza pagare pegno (20 dicembre).

MANO. Columbia Journalism Review interroga gli esperti sul giornalismo del 2050. Ci informeremo con chip nei cervelli, ci saranno schermi ovunque, resisteranno New York Times e Bbc, chiuderanno X e reti tv. La mano del giornalista resterà importante (23 dicembre).

OCCASIONE. Da oltre due anni i giornalisti di tutto il mondo non hanno libero accesso a Gaza. E ora che è avviato un “processo di pace” perché continuano a non poter entrare? L’occasione del governo Netanyahu per mostrare le reali condizioni di vita nella Striscia (28 dicembre).

(nella foto la copertina di Voci di dentro)

3 Commenti

  1. Posto che un giornalista con le brutte notizie ha per forza un buon rapporto – quando non ci sguazza; e considerato che la nostra ormai attempata generazione (1955 e dintorni) si è sciroppata il picco e l’abisso del mestiere, coglierei l’opportunità di quest’ultimo carosello per augurare buon anno a Professione Reporter con poetica (Hölderlin) e ornamentale citazione, ma si spera piena di senso: “Là dove massimo è il pericolo, cresce anche la salvezza”. Felice 2025 a chi legge Professione Reporter e più ancora a chi lo fa.

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