(A.G.) La copertina dell’anno -quella che meglio illustra il presente nei ricchi e incoscienti Paesi dell’Occidente- è stata pensata e realizzata da un giovane di 25 anni, nato in paesino dell’Abruzzo chiamato Guardiagrele. Nicolas si trova una situazione di “messa alla prova” presso la rivista Voci di dentro, in via Concezio De Horatiis a Chieti.
Il nome completo è Nicolas Pompilio, la copertina -alla quale hanno dato un contributo anche altri collaboratori della rivista e alcuni studenti dell’Università D’Annunzio di Chieti- mostra una sala da pranzo lussuosa, con persone elegantemente vestite, in pose bloccate attonite o indifferenti, bicchieri con vino sui tavoli, candide tovaglie, luce soffusa da un lampadario a gocce. In fondo alla sala, una grande finestra e fuori dalla finestra, fiamme, macerie, persone lacere che dal vetro chiedono inanemente aiuto.
lampo per spiegare
Come un’immagine può, in un lampo, spiegare cosa accade.
Francesco Lo Piccolo, Direttore di Voci di dentro -che si occupa di carcere e diritti dei carcerati, con articoli di esperti e detenuti- per la copertina di giugno aveva lanciato un titolo, “La zona d’interesse”, lo stesso del film di Jonathan Glazer, dove si racconta la storia di Rudolf Hoss, responsabile di Aushwitz, che viveva con la famiglia ridente a ridosso del campo di concentramento, con piscina e giardino fiorito solo talvolta sporcato dalle ceneri provenienti dai forni crematori.
“Ho avuto come un lampo -racconta Nicolas- Qual è il momento più simbolico della nostra società? Il momento del mangiare insieme. Poi ho immaginato una porta d’uscita su cui stava scritto: ‘Ucraina’. I ragazzi dell’Università hanno pensato che sarebbe stata meglio una finestra con le immagini di guerra”. A questo punto si è proceduto con l’intelligenza artificiale a creare la sala da cena (“L’ha riprodotta esattamente come l’avevo immaginata”) e poi con photoshop a definire la guerra.
luna nel pozzo
A Voci di dentro già si lavora al prossimo numero. Lo Piccolo ha lanciato il titolo “La luna nel pozzo”. Dice Nicolas: “Sto pensando a una cella in fondo al pozzo, una cella che dovrebbe essere luogo di rieducazione, ma non è così”.
Nicolas è in “messa alla prova” da 4 mesi presso la redazione, fino a dicembre. La “messa alla prova” è un istituto del diritto penale che consente la sospensione del processo penale per chi è accusato di reati minori, con l’obiettivo di favorire il reinserimento sociale. Se l’imputato adempie correttamente al programma, il reato può essere estinto.
Nicolas ha studiato all’università Biologia della nutrizione, ora vuole aprire un’azienda per la produzione di ghiaccio alimentare.




