La sala di un ristorante elegante, uomini e donne altoborghesi, ben vestiti, con calici di vino, in un clima altezzoso. Un grande lampadario a gocce domina la scena dall’alto. Sullo sfondo, due grandi finestre, oltre le quali ci sono fiamme, macerie, persone lacere e disperate, alcune delle quali guardano dentro la sala dolcemente illuminata. E’ la copertina di Voci di dentro del mese di giugno, rivista che si occupa di diritti, carcere, giustizia e società. La rivista è scritta da detenuti, ex detenuti, persone con disagi, volontari, esperti, giuristi, psicologi, sociologi e figure che hanno ricoperto ruoli importanti e note nel mondo dell’amministrazione penitenziaria.

piscina e forni

Titolo del numero di giugno: “La zona di interesse”, come il film di Jonathan Glazer, dove si racconta la bella vita in una bella villa della famiglia del comandante di Auschwitz Rudolf Host. La villa confinava con le baracche del campo, i bambini facevano il bagno in piscina e a pochi metri gli ebrei morivano nei forni. L’Osservatore Romano, quotidiano della Santa Sede, ha messo la copertina di Voci di dentro in prima pagina, mercoledì 18 giugno. Sul quotidiano vaticano ha scritto Gaetano Vallini: “Di fronte alle guerre che insanguinano Palestina, Iran, Israele, Libano, Yemen, Ucraina, Repubblica Democratica del Congo, Sudan, Myanmar — solo per ricordare le più citate di quella terza mondiale a pezzi evocata da Papa Francesco — si rischia di diventare come gli avventori di quel ristorante: consapevoli di quanto accade all’esterno, ma disinteressati, come se tutto ciò non ci riguardasse… Anzi, dopo anni di queste immagini — che prima quantomeno ci indignavano — forse cominciamo persino a sentircene infastiditi, perché turbano le nostre vite tranquille. Non ci preoccupiamo più nemmeno quando sentiamo qualcuno minacciare l’uso di armi atomiche. Eppure fino a qualche tempo fa questo era lo spettro della peggiore, quasi innominabile, delle catastrofi… Ma non siamo solo noi a rischiare di restare indifferenti… La comunità internazionale sembra ormai assistere come fosse uno spettatore imparziale… La diplomazia non trova nemmeno le parole per condannare azioni abominevoli, ostaggio di interessi di parte e di un passato che soffoca la verità, anche la più evidente. L’ignavia o la silenziosa connivenza di questo tempo saranno giudicate dalla storia, come inequivocabilmente sono state giudicate quelle del passato. Ma… non sarebbe meglio passare alla storia per aver evitato altre inutili stragi?”.

cenere e fragole

Nel giardino del film di Glazer “crescevano anche le fragole -ricorda nell’editoriale il Direttore di Voci di dentro Francesco Lo Piccolo- ma dovevano essere lavate bene per togliere la cenere che veniva giù dalle ciminiere dei crematori”. Il disegno di copertina è stato realizzato da Nicolas Pompilio, con il contributo degli studenti dell’Università D’Annunzio di Chieti, in tirocinio presso la rivista. Nel numero, anche il viaggio di Marco Cavallo nei Centri per il Rimpatrio, i condizionamenti dei volontari nelle carceri, i racconti delle madri dallo Sportello di supporto psicologico per i familiari dei detenuti, gli esposti dei detenuti all’origine dell’inchiesta nel carcere di Rebibbia su vitto e sopravvitto, la scuola all’interno degli istituti penitenziari, l’ultima uscita dal Vaticano di papa Francesco nel cercare di Regina Coeli, la storia di Eugenio Perucatti, che nel carcere dell’isola di Santo Stefano provò ad anticipare la riforma del 1975.

2 Commenti

  1. L’immagine della “copertina da brividi” però chi vi legge da un computer la vede per metà.
    Dove si può comprare, consultare, leggere Voci di dentro?

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