di STEFANO AVANZI
AI Mode, AI Overviews, le nuove applicazioni di Google basate sull’Intelligenza artificiale, rischiano di togliere ulteriore spazio all’editoria tradizionale. Alcune organizzazioni si sono già rivolte alle Authority, citando Google per “abuso di posizione dominante”.
Andiamo con ordine. Google si prepara a lanciare AI Mode, una nuova modalità di ricerca con risposte generate dall’intelligenza artificiale direttamente dalla homepage di Google Search. Il rilascio è atteso entro la fine del 2025. La funzione segna una svolta nel modo in cui le persone accedono alle informazioni online. Con AI Mode, l’utente può ricevere risposte articolate, multimodali e personalizzate, senza dover navigare tra i link dei risultati. La tecnologia è progettata per interagire in forma di conversazione, aggiornarsi nel tempo e adattarsi al profilo informativo dell’utente. “Noi vogliamo garantire la migliore esperienza agli utenti. Vogliamo non solo organizzare la conoscenza, ma anche renderla utile e ricca, accessibile in modo affidabile, semplice: in altre parole, democratizzare la comprensione delle informazioni. L’intelligenza artificiale non vuole porsi come rimpiazzo, ma come ausilio per navigare la ricchezza della rete”, ha dichiarato Elizabeth Reid, Vicepresidente e responsabile di Google Search.
parte superiore
In parallelo a AI Mode, Google ha intensificato la diffusione delle AI Overviews, già presenti in Italia e in oltre 200 Paesi. Questi riepiloghi, generati da intelligenza artificiale, compaiono nella parte superiore della pagina dei risultati e sintetizzano informazioni da fonti online. Dal loro lancio negli Stati Uniti a maggio 2024, le Overviews stanno cambiando il comportamento degli utenti.
Secondo dati di Similarweb pubblicati da Press Gazette, il tasso di ricerche senza clic su link esterni (zero-clic) è cresciuto in modo significativo. Su Mail Online, ad esempio, il 68,8% delle ricerche con AI Overview non ha prodotto clic a maggio 2025, rispetto al 48% di un anno prima. Ad aprile era al 69,2%, a marzo al 71,3%.
perdita di visibilità
Tassi simili sono stati rilevati per People.com (71,2%) e Buzzfeed (69,2%). In Francia, Ouest France ha registrato un aumento di 14,7 punti percentuali nelle ricerche zero-clic, salendo dal 39,8% al 54,5% in un anno. A livello globale, la media delle ricerche di notizie senza clic è cresciuta dal 56% al 69% in dodici mesi.
Questa trasformazione ha avuto conseguenze dirette sul traffico organico dei siti editoriali. Le testate giornalistiche segnalano una perdita di visibilità, lettori e ricavi. Carly Steven, direttrice SEO di Mail Online, ha riportato un calo dei clic del 56,1% da desktop e del 48,2% da mobile in presenza delle panoramiche AI.
venticinque per cento
Secondo il Brookings Institute, entro il 2026 fino al 25% del traffico dai motori di ricerca verso i siti di notizie potrebbe andare perso. Alcuni editori hanno stretto accordi economici con aziende di intelligenza artificiale: News Corp riceverà 250 milioni di dollari in cinque anni da OpenAI, Axel Springer circa 30 milioni in tre anni. Convenzioni simili sono state sottoscritte anche da Gedi, Le Monde, Prima Media e Vox Media.
Tuttavia, molte testate locali o indipendenti rimangono escluse da queste intese. Senza accesso prioritario nei risultati AI, rischiano un circolo vizioso: meno traffico, minori entrate, meno contenuti e perdita di rilevanza nei risultati delle AI.
Nel Regno Unito, l’impatto delle AI Overviews ha spinto tre organizzazioni — Foxglove, Independent Publishers Alliance e Movement for an Open Web — a presentare un reclamo formale alla Competition and Markets Authority (CMA). Il ricorso, sostenuto dallo studio Preiskel and Co, accusa Google di “abuso di posizione dominante” e chiede l’adozione urgente di misure correttive.
diritto di disattivare
Il documento chiede che agli editori venga concesso il diritto di disattivare le AI Overviews senza perdere la presenza nei risultati di ricerca. Attualmente, rinunciare allo scraping (estrazione automatica di dati da un sito web) equivale a scomparire, a meno di accettare la modalità “no snippet”, considerata inefficace per visibilità e indicizzazione.
“Le AI Overviews di Google devastano la capacità delle organizzazioni giornalistiche di raggiungere i propri lettori online”, ha dichiarato Rosa Curling, direttrice di Foxglove. “Dobbiamo agire ora. Altrimenti, i media indipendenti – un pilastro fondamentale della nostra democrazia – saranno irrimediabilmente danneggiati quando l’autorità di regolamentazione elaborerà misure per proteggerli”.
Il co-fondatore di Movement for an Open Web, James Rosewell, ha aggiunto: “Le AI Overviews di Google rubano agli editori su due fronti, per alimentare il loro modello di intelligenza artificiale e poi sfruttano questa capacità per rubare traffico anteponendo la panoramica ai link al contenuto originale”.
tutti i contenuti
La CMA ha annunciato l’intenzione di designare Google come piattaforma con status di mercato strategico nell’ambito del Digital Markets, Competition and Consumers Act 2024. Questo permetterà all’autorità di imporre regole per garantire “termini equi e ragionevoli” per gli editori.
La denuncia afferma che ciò potrebbe avvenire consentendo “un’esclusione dalla scansione, dall’estrazione e dall’utilizzo di dati e contenuti degli editori per le funzionalità di intelligenza artificiale di Google, garantendo al contempo che le organizzazioni editoriali continuino a essere indicizzate e mostrate in modo non discriminatorio nella ricerca generale di Google e nelle sue pagine dei risultati”, e prevedendo “un compenso equo per tutti i contenuti degli editori”.
concorrenti diretti
Google ha replicato affermando che “ogni giorno inviamo miliardi di clic ai siti web” e che “gli editori hanno il controllo su quali contenuti appaiono nella Ricerca, incluse le AI Overviews ”. Tuttavia, ha ammesso che disattivare le panoramiche riduce le informazioni disponibili nei risultati di ricerca e può comportare cali di traffico.
Intanto, Google subisce la minaccia dei concorrenti diretti e gli utenti iniziano a spostarsi su altre piattaforme: ChatGPT ha registrato un aumento del 212% nelle query informative tra gennaio 2024 e maggio 2025, arrivando a 60,2 milioni di utenti unici sul web e 46,6 milioni tramite app. Tra i siti più consultati attraverso ChatGPT figurano Reuters, Forbes e Wall Street Journal, trainati dall’interesse per aggiornamenti finanziari e di mercato in tempo reale.
(nella foto, Elizabeth Reis, Vicepresidente di Google e responsabile di Google Search)




