Posto che un giornalista con le brutte notizie ha per forza un buon rapporto – quando non ci sguazza; e considerato che la nostra ormai attempata generazione (1955 e dintorni) si è sciroppata il picco e l’abisso del mestiere, coglierei l’opportunità di quest’ultimo carosello per augurare buon anno a Professione Reporter con poetica (Hölderlin) e ornamentale citazione, ma si spera piena di senso: “Là dove massimo è il pericolo, cresce anche la salvezza”. Felice 2026 a chi legge Professione Reporter e più ancora a chi lo fa.

(a proposito di “Professione Reporter 2025: successi, disastri e speranze del giornalismo”)

f.ceccarelli@repubblica.it

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