di MARCO FRONGIA Dopo la tragedia di Gaia e Camilla: testimonianze insufficienti per sostenere che gli adolescenti si sfidano per rischiare la vita. Video e smentite. Il precedente Blue Whale.
L’annuncio mentre al Corriere della Sera veniva chiusa la trattativa per 50 prepensionamenti. Comunicato del cdr sul giornale: in questo momento gli utili vanno reinvestiti in azienda.
“Non riconosco più il giornale”. Già andati via Deaglio e Corrias, portati da Verdelli. Il nuovo direttore presente in prima pagina ogni domenica, rottura con la tradizione. Attenzione all’amministrazione Usa.
di GIAMPAOLO ROIDI Il primo quotidiano free aprì la strada ad altre 5 testate. Indipendenza e semplicità, per un pubblico che non c'era. Modello popolare di massa. La crisi e le strade per risorgere, ripartendo dalle stazioni underground.
Dieci domande di chiarimento del presidente del Siai, Corrado Giustiniani. La risposta c'è solo per una. Per il resto, "si tratta di scelte autonome del Fondo Amendola". Invito a consultare il sito ufficiale. La sentenza del Consiglio di Stato sull'accesso agli atti.
(A.F.) Uno dei quotidiani sempre vicino al Presidente uscente cambia improvvisamente linea. Lo segnala un articolo del New York Times: "The Post non ha intenzione di andare giù con lui". Si ritira Col Allan, che aveva indossato un cappellino "Make America Great Again".
Entrò nel Gruppo Espresso 37 anni fa. "Era un club più che un'azienda". "Continuerete -scrive nella lettera di saluto- a navigare in un mare in burrasca. Ma ne uscirete, come sempre. L'armatore ha fatto una difficile scommessa". Figlio di un grande direttore del Corriere.
di VITTORIO ROIDI Sull'articolo 6 del contratto rispondono De Bortoli, Lorusso, Emiliani. Stefanelli (Corriere della Sera): "Il giornale cammini con le proprie gambe". La redazione del Fatto contesta Travaglio
(R.F.) Sul New Yorker immagini che vengono un editoriale. La lezione dell'international Herald Tribune. I ritardi dei giornali italiani. Le vertenze in Rai per i videoperatori.
di GIAMPIERO GRAMAGLIA L'ipotesi è che ci sia stata molta "teatralizzazione". Giacche, cravatte e sguardi cupi. Le differenze con l'uccisione di Bin Laden, quando il presidente degli Stati Uniti era Barak Obama.