“Report è morta, è stata uccisa”. Questo il commento più frequente che si legge e si ascolta dopo la decisione della Rai di sostituire Sigfrido Ranucci con Daniele Piervincenzi e con Giulia Presutti alla guida di quella che -secondo molti- era diventata la trasmissione di punta del giornalismo dell’azienda di viale Mazzini. Sarà veramente così? Oppure la Rai ci tiene a Report?
L’allontanamento di Ranucci -sabato 29 agosto il giornalista non ha ancora deciso se accettare un incarico che giudica inferiore, oppure andare in causa– sembra che sia parso inevitabile alla dirigenza della Rai quando sono diventati pubblici e imbarazzanti tutti i suoi rapporti con Valter Lavitola, il faccendiere socialista finito in carcere.
il destino di report
Ora, allontanato Ranucci, come volevano tanti meloniani ed esponenti della maggioranza di governo, Report che fine farà? I due sostituti, già brillanti giornalisti d’inchiesta nonché vincitori di selezioni e di premi, che poteri avranno? Il punto è questo. Ranucci, pur essendo vicedirettore ad persona, si era pressoché liberato dal controllo di Corsini, il direttore dell’Intrattenimento. Era autonomo, libero, le “sue” inchieste davano fastidio e per questo era rispettato da alcuni redattori, gli inviati più anziani. Che ora sono sul piede di guerra. Dicono che Piervincenzi e Presutti non li rappresentano e vogliono lasciare la redazione. In effetti come mai l’Amministratore delegato Giampaolo Rossi non ha messo due di loro sulla poltrona di Ranucci? Perché non assunti in Rai? (Intanto, ai nominati è stato appioppato subito il marchio di governativi!).
esperienza e verità
Ma occorre capire: i “conduttori”, a parte il ruolo durante la trasmissione, che poteri hanno in azienda e di cosa dispongono nella struttura produttiva di Report? All’interno del giornalismo d’inchiesta conoscere la risposta è fondamentale. Presutti e Piervincenzi sono apprezzati, ma nel giornalismo la credibilità è figlia del lavoro, dell’esperienza, della capacità di scavare, di trovare e pubblicare la verità anche quando è complicata e magari tenuta nascosta. Quanta libertà avranno i nuovi conduttori? Anche Usigrai e Fnsi dovrebbero chiederselo.
rissa politica
Ecco il momento in cui una grande azienda, forte, esperta e che ha un incarico di “Servizio Pubblico”, deve dimostrare di saper essere autonoma, di voler resistere ai potenti, a quelli che dispongono delle leve e che nel promuovere gli interessi del Paese -politici, economici- si servono dell’Informazione spesso per ottenere fini propri e trascurando quelli della collettività.
Su questo giornalismo si è già scatenata una rissa politica fra i partiti. Ora vedremo chi difende sul serio le notizie e la necessità che anche lo Stato le sappia offrire ai cittadini. Report non era e non deve essere né di destra né di sinistra. Deve saper fare il proprio lavoro giornalistico in libertà e nel pluralismo. Anche in vista delle prossime elezioni. La trasmissione deve proseguire nel proprio giornalismo di indagine, ma chi sono quelli che la vogliono sostenere? Lo dicano, siano chiari.
(nella foto, Daniele Piervincenzi e Giulia Presutti)





