Formato 45×30 cm, stesse dimensioni di Repubblica, Corriere e Stampa. Elegante ed essenziale. Pulito. Ricorda un po’ Domani. Prezzo di copertina: 1 euro compreso, nel primo numero, un supplemento di 24 pagine: “Il mondo che ci aspetta”.
QN, Quotidiano Nazionale d’Informazione, testata in sigla al centro della prima pagina tra due pubblicità, è apparso il 5 novembre nelle edicole in 48 pagine, le prime quindici dedicate al risultato delle elezioni americane di Midterm del 3 novembre: “L’America scarica Trump/ È guerra alla Casa Bianca”, il titolo d’apertura. Il restyling grafico per tutto il Gruppo è stato curato dallo studio Paper Paper, mentre il nuovo carattere tipografico (Quotidie) è stato commissionato allo studio Aeiou Tools. Pezzi approfonditi e interessanti, impostazione tradizionale, senza innovazioni speciali né esclusive, per ora.
analisi e reportage
Come annunciato, firmano articoli e reportage Mattia Ferraresi, sia da Washington sia da Austin, Texas, e poi David Allegranti su Talarico, Abdul e Ossof, “Il futuro in mano ai magnifici tre”, mentre Carmelo Lopapa, già a Repubblica, Vicedirettore a capo della redazione di Roma, si occupa dei sovranisti italiani “orfani del tycoon”.
Tra le firme richiamate in prima pagina, quella dell’economista Veronica De Romanis, già collaboratrice de La Stampa; il prestigioso disegnatore Gipi, con la prima puntata di un fumetto che “non è una graphic novel, non é un romanzo”; Pietrangelo Buttafuoco, il Presidente della Biennale, sui 60 anni dalle alluvioni di Firenze e Venezia.
“scegliere la scarsità”
All’interno, Stefano Stefanini, già diplomatico, anch’egli proveniente dalla Stampa, dello scrittore Edoardo Nesi, di Francesco Cundari, una delle scoperte di Antonio Polito nel primo Riformista, poi collaboratore de Linkiesta, Messaggero, Mattino.
Quindi, Alessandro Da Rold sugli intrighi internazionali e il “Giallo sul volo da Ciampino a Teheran”, che ha scritto per Ansa, Riformista, Foglio, Linkiesta, Lettera43 e per La Verità e Panorama di Belpietro. Il filosofo Luciano Floridi, che tratta “Idee per un futuro preferibile” (“Scegliere la scarsità”) e Alberto Mattioli che spazia tra Stampa, Foglio, Quotidiano Nazionale e le testate del Nordest targate Nem, e qui si esercita su Mamma Catherine della “Casa nel Bosco”.
idee e ideologie
Agnese Pini, la superDirettrice di quattro testate (QN, Carlino, Nazione e Giorno)- da vent’anni nel Gruppo già MonRif, di cui oltre sette da Direttrice- scrive che l’uscita della nuova testata non poteva che avvenire il 5 novembre “all’indomani delle Midterm americane, punto d’arrivo dell’anno elettorale che verrà”.
E, “come ogni inizio è anche una dichiarazione d’intenti”, in quanto “voteremo non più per le idee, come è stato negli ultimi quarant’anni, ma per le ideologie: sovranismo o europeismo, pace o guerra, democrazia o la supergrottesca imitazione autoritaria”, consentendoci, come testata, anche “la libertà di cambiare posizione, di dissentire, perfino di dare torto a chi abbiamo sostenuto”. Persino di contraddire “le convinzioni del suo editore e della sua direttrice”. “Un giornale ha senso -prosegue- se fa l’operazione contraria all’algoritmo, e cioè se non ti conferma nelle tue convinzioni e non ti blandisce mostrando ciò che già sai, corroborando ciò in cui già credi”.
difficoltà in edicola
Pini scrive inoltre di un QN “con tiratura e diffusione nazionali”, anche se in verità il primo numero ha avuto difficoltà a raggiungere le edicole. Non è uscito granché dalle regioni roccaforte: Lombardia, Emilia-Romagna e Toscana, Marche. Per il resto si trova in qualche edicola a Roma, a Genova, Torino e Napoli. Ad Aosta non è arrivato.
Si spera molto in un disguido del primo giorno, perché di questo passo l’ambizione di Leonardo Maria Del Vecchio di raggiungere e poi battere il Corriere della Sera nelle vendite in edicola appare ardua da realizzare. Si vedrà.
Il futuro diffusionale è legato agli accordi di abbinamento con le testate locali. Però per ora LMDV Media ha ricevuto dei rifiuti: da parte della Gazzetta di Parma, dalla Libertà di Piacenza. Forse la Provincia di Cremona si renderà disponibile assieme a La Voce di Rovigo. Ma si parla di poche migliaia di copie.
In redazione non mancano i malumori. In queste ultime settimane i giornalisti hanno lavorato a testa bassa, ma non hanno ancora visto formalizzate le promesse su aumenti e gratifiche. I rappresentanti sindacali del Gruppo rivendicano l’impegno profuso, nonostante “i tanti problemi”, da un corpo redazionale “ancora inadeguato come numero” per rilanciare le testate “dopo anni di drammatico immobilismo” e lamentano mancati adeguamenti economici e precarietà, chiedendo, infine, che “le risorse non siano destinate solo ad alcune figure apicali e alle ‘firme prestigiose’”. Il sindacato regionale è al fianco dei colleghi.





