L’Unità sta tornando a casa. Il Partito Democratico è fortemente motivato a riacquistare la testata ceduta tre anni all’imprenditore di gestioni immobiliari Alfredo Romeo, che l’aveva affidata al Direttore Piero Sansonetti. C’è solo un problema: che Romeo vuole cedere ma mantenere una quota della proprietà. E il Pd non ha intenzione di condividere l’Unità con Romeo. O perlomeno gli incaricati dal partito di portare a termine l’operazione vogliono seriamente riflettere sull’ipotesi.

C’è nel partito molta fiducia di condurre l’idea in porto. E in tempi brevi. Nello stallo della trattativa, che va avanti da mesi l’editore Romeo ha sospeso le pubblicazioni del giornale. E’ la quarta chiusura nella storia del quotidiano.

centodue anni

Il ritorno a casa dell’Unità, giornale fondato da Antonio Gramsci nel 1924 come organo del Partito Comunista Italiano e poi rimasto organico a Pdl, Ds e Pd, fino all’ingloriosa fine e chiusura nell’epoca della Segreteria Renzi (2017), è notizia clamorosa. Il Pd, dicono ai piano alti del partito, ha rimesso i conti a posto e questo progetto “parla direttamente ai nostri iscritti e ai nostri elettori”. L’intenzione è riallacciare il filo fra il giornale e le Feste dell’Unità, che non sono mai state interrotte, ma che quest’anno hanno visto uno sviluppo da bei tempi antichi, con 500 appuntamenti in tutta Italia.

Il giornale di Romeo e di Sansonetti manteneva una serie di valori di sinistra, come l’attenzione alle sofferenze dei palestinesi, e aveva una attenzione particolare sul tema giustizia e sullo strapotere dei magistrati.

quattro giornalisti

Il Pd vuole rilanciare e potenziare il giornale, oggi realizzato da quattro giornalisti. Farne uno strumento politico importante (anche in vista delle elezioni del prossimo anno) e uno strumento economico capace di generare profitto attraverso il giornalismo.  

“Fin dall’acquisizione, ha spiegato in un comunicato l’editore Romeo, l’obiettivo era duplice: rimettere in ordine i conti, garantendo una gestione corretta e  rigorosa del giornale, e custodirne la storia, con la prospettiva di  restituire la testata alla comunità politica e culturale che l’ha generata. Negli ultimi mesi, su questa base, si era aperto un lungo confronto con il Pd”. Romeo riferisce di aver manifestato la disponibilità a cedere l’Unità a un prezzo puramente simbolico. E accusa il Pd di aver interrotto la trattativa. Quindi “considerando le ulteriori perdite di esercizio accumulate nel frattempo, annuncia di essere costretto a sospendere le pubblicazioni”.

figli di berlinguer

Nel novembre 2022 Alfredo Romeo, già proprietario de “Il Riformista” e Sansonetti hanno vinto la gara del curatore fallimentare del Tribunale di Roma offrendo 910 mila euro – diecimila più dei 900 mila messi sul tavolo da Silvio Pons, presidente della Fondazione Gramsci Emilia Romagna – e si sono assicurati la testata.

L’Unità di Romeo e Sansonetti in tre anni ha affrontato varie polemiche: con i figli di Berlinguer per l’utilizzo di una foto del padre per la campagna promozionale e con i giornalisti dell’Unità liquidata da Renzi, che avrebbero voluto essere integrati nella nuova ri-edizione.

Quale il destino del Direttore Sansonetti? E’ vero che ha lavorato per 30 anni all’Unità dal 1975 al 2004, fino a diventare condirettore, ma poi è stato anche Direttore di Liberazione, organo di Rifondazione Comunista. Si ritiene che il Pd di Elly Schlein cercherà una guida più vicina all’attuale Segreteria.

(nella foto, Elly Schlein alla Festa dell’Unità di Ravenna, 2023)

      

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