La cerimonia si è svolta nella piazzetta davanti alla sua edicola. Un pubblico di affezionati della lettura che andava e veniva, chiome brizzolate ma il volto gioioso di chi si ritrova fra i propri simili, un canestro di caramelle per addolcire la crisi e una spilla rotonda da attaccare al petto, per ricordare che Andrea Di Silvio ha celebrato 40 anni di attività e non ne vuol sapere di chiudere baracca e burattini.
Da un anno e mezzo, del resto, ha inchiodato sul tetto del suo chiosco in via della Pineta Sacchetti, non lontano dal Policlinico Gemelli, lo striscione della sua resistenza, con una domanda provocatoria dipinta a mano: “Chi vuole la fine delle edicole?”, alla quale adesso ha aggiunto il logo del suo Quarantesimo. Operazione non indolore, anche perché cadendo dalla scala si è fratturato un braccio.
lettera ad aprile
Ma la resistenza, alle volte, ripaga. A sorpresa, infatti, Roberto Gualtieri, Sindaco di Roma, ha abolito il canone di occupazione del suolo pubblico per le edicole, decisione di cui i media hanno parlato assai poco. “In aprile mi è arrivata la lettera con il bollettino di conto corrente: 41 euro appena – racconta Di Silvio – In tutti questi anni, invece, per la mia edicola, che occupa uno spazio di 16 metri quadri, se ne andavano 1000 euro”. Anche altri edicolanti romani sono rimasti sorpresi dalla decisione. Certo un piccolo segnale, per una città che nell’arco di una ventina d’anni ha visto dimezzare il numero dei chioschi: erano un migliaio, ora meno di 500, mentre in Italia, secondo proiezioni Infocamere, le edicole si sono ridotte a poco più di 10 mila, con un calo del 70 per cento in quindici anni.
Ragion per cui in diverse altre città si è deciso di ridurre fortemente i canoni di occupazione del suolo pubblico. Firenze li ha abbattuti del 70 per cento per le edicole “virtuose”, che dedicano ai prodotti editoriali la gran parte dell’attività, Terni ha annunciato l’esenzione totale per quelle edicole che si evolvono fornendo anche certificati pubblici ai cittadini. Modena invece ha eliminato del tutto il canone dal 2020.
crisi di democrazia
Ma abolire le imposte per l’occupazione del suolo, non può avere effetti taumaturgici, in un settore in cui il lavoro viene pagato di fatto 3 euro l’ora, meno di mille al mese. Le edicole debbono continuare ad essere un presidio culturale e sono necessari altri interventi, come ad esempio crediti strutturali di imposta. Una proposta di legge, primo firmatario Walter Verini del Pd, giace da qualche mese al Senato. Ma il sottosegretario all’Editoria Alberto Barachini lo ha definito troppo oneroso, anche perché la qualità bassa della nostra editoria non dà segni di ripresa. Dai giornali stanno sparendo le notizie, e dilagano invece le interviste, le dichiarazioni, i punti di vista, i cosiddetti retroscena, che sembrano repliche televisive e non vengono assolutamente incontro al bisogno di essere informati di un pubblico che è sempre più in là con gli anni. Ma la crisi del giornalismo è crisi di democrazia. Se ci teniamo a questa, dobbiamo investire sulla qualità dell’informazione. E intanto resisti, Andrea Di Silvio.
(nella foto, la festa in via della Pineta Sacchetti a Roma)





