Il Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti riscontra una grave violazione della riservatezza e dei diritti fondamentali del minorenne coinvolto nel caso dell’adozione Cipriani–Minetti: “È sotto agli occhi di tutti -si legge in una nota- la diffusione di informazioni dettagliate, sensibili e chiaramente identificative contraria alle norme di legge che tutelano i minori, ai principi del Garante della Privacy e naturalmente anche del nuovo Codice deontologico delle giornaliste e dei giornalisti che, fra le altre, ha inglobato anche la Carta di Treviso”.
Senza entrare nel merito della vicenda, ancora da chiarire, il Consiglio ricorda che la legge n. 149/2001 ha riconosciuto all’adottato il diritto di accedere alle informazioni che riguardano la sua origine e l’identità dei propri genitori biologici solo al compimento del venticinquesimo anno d’età, previo parere favorevole del Tribunale dei Minori. In casi eccezionali è prevista anche al raggiungimento della maggiore età (non è comunque questo il caso), ma solo “se sussistono gravi e comprovati motivi attinenti alla sua salute psicofisica”: “Le cronache quotidiane invece, oltre ai dettagli della fase istruttoria che ha portato all’adozione del minore, hanno pubblicato generalità e vicende giudiziarie dei genitori biologici, nome e cognome della madre, la sua foto segnaletica di qualche anno fa e quella più recente di come è oggi. Il tutto condito da quel pizzico di gossip, sulla famiglia adottiva. Per la legge la tutela dei minorenni non è negoziabile, per tutti questi motivi il Consiglio nazionale richiama i colleghi al rispetto delle leggi e della deontologia nell’osservanza della dignità e del diritto alla riservatezza del minore”.




