Il rilancio dei media non passa dalle marchette. Non ci devono essere interferenze né politiche né economiche nell’informazione. Ordine dei giornalisti e Federazione della Stampa intervengono sull’inchiesta napoletana Multiversity Unipegaso, che vede indagate 22 persone, fra le quali alti dirigenti di testate e direttori. Accusati di aver subordinato la completezza delle notizie sui guai giudiziari dell’Università telematica Pegaso all’acquisto di spazi pubblicitari. 

eventuali reati

“Nel rispetto del lavoro della magistratura e nell’attesa dell’accertamento di eventuali reati commessi da singoli, la Giunta Esecutiva Fnsi e la Consulta delle Associazioni Regionali di Stampa -si legge in un comunicato- non può non sottolineare ancora una volta che il delicato equilibrio tra informazione, potere economico e interessi commerciali vada costantemente monitorato. Equilibrio che non può prescindere dalla garanzia di impermeabilità a qualsiasi tentativo di interferenza politica ed economica, anche nel servizio pubblico. La pervasività dei sistemi di intelligenza artificiale impone, oggi più che mai, un ruolo primario dei giornalisti, della loro indipendenza e del forte rispetto delle norme deontologiche a tutela, in primis, dei lettori”. 

patrimonio culturale

Il comunicato richiama la nota dei Comitati di redazione di Corriere della Sera, Sole 24 Ore, Repubblica e Stampa e chiede ai “colleghi direttori di vigilare e garantire i principi fondamentali della professione. Agli editori ribadiamo che la strada per rilanciare, anche economicamente, il settore non passa né dalle cosiddette marchette né dallo svendere il patrimonio culturale, presente e passato, delle loro testate, che è in parte anche nostro. Passa, piuttosto, da un vero rilancio della informazione indipendente e di qualità”. 

             fondamentale autonomia

“I giornalisti siano sempre garanti dell’informazione professionale e gelosi della propria autonomia –questo il commento del Presidente nazionale dell’Ordine Carlo Bartoli alla nota dei Cdr – Gli interessi commerciali legittimi delle aziende non possono e non devono influenzare il lavoro delle redazioni che, nel rispetto della linea editoriale, va svolto in autonomia e senza pressioni di interessi terzi. Bene hanno fatto i Comitati di redazione del Corriere della Sera, Repubblica, Sole 24 Ore e Stampa a rivendicare la libertà di esercitare la professione senza condizionamenti di alcun tipo. La separazione tra informazione e pubblicità è fondamentale, sia per i giornalisti che per la reputazione degli editori, ed è di primaria importanza  il ruolo dei Cdr a porre l’attenzione su questi temi. L’Ordine sarà sempre al loro fianco.”

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