La notizia è del 24 gennaio. Circa 380 persone sono disperse nel Mar Mediterraneo da dieci giorni, inclusi quelli che hanno visto il ciclone Harry sconvolgere l’area. Un unico dispaccio di allerta a “tutte le navi in area”, reso noto dal giornalista di Radio Radicale Sergio Scandura, raggruppa ben otto casi Sar per otto imbarcazioni che nei giorni precedenti hanno preso il largo da Sfax.
dispacci sar
“Il dispaccio Sar – spiega Scandura su X – trasmesso in data odierna sulla rete InmarSAT dal Centro di Coordinamento e Soccorso Itmrcc della Guardia Costiera italiana – riporta anche le date di partenza delle otto imbarcazioni dalla costa orientale della Tunisia, per un totale di circa 380 naufraghi. Le date di partenza da Sfax sono del 14, 18, 20 e 21 gennaio 2026: includono i giorni che hanno visto il quadrante del Mediterraneo Centrale, inclusa la rotta ideale da Sfax a Lampedusa, segnato dagli impietosi 7+ metri di onda e dalle severissime raffiche fino a 54+ nodi provocate dal ciclone Harry”.
partenze da sfax
Il giornalista mette in elenco i casi Sar dei quali è venuto a conoscenza: 49 persone su barca in ferro, partite da Sfax il 21 gennaio; 54 persone su una imbarcazione, partite da Sfax il 20 gennaio; 45-50 persone partite da Sfax il 18 gennaio; 51 persone su barca in ferro, partite da Sfax il 20 gennaio; 36 persone su barca in ferro, partite da Sfax il 14 gennaio; 42 persone su gommone, partite da Sfax il 14 Gennaio; 53 persone su barca in ferro, partite da Sfax il 14 gennaio; 45 Persone su barca in ferro, partite da Sfax il 14 gennaio.
poche riprese
A riprendere la storia fra le agenzie c’è solo l’Agi, che cita Scandura. Poi Tg3 e Corriere della Sera citano Scadura, mentre Gr1, Sole 24 Ore e Avvenire non citano la fonte da cui hanno appreso la notizia. L’Unita’ ha dedicata una pagina al caso con pieno riconoscimento del ruolo di Scandura.
Scandira segue da anni da Catania per Radio Radicale i tragici naufragi dei migranti, superando silenzi e mancate informazioni. E’ stato anche autore di esclusive sul caso Almasri, il capo della polizia libica arrestato a Torino e poi accompagnato in Libia con un’aerea di Stato italiano.
(nella foto, Sergio Scandura)





