Nuova protesta del Comitato di redazione de l’Espresso. Stavolta per il mancato rinnovo del contratto a termine di una giornalista impegnata nell’ufficio centrale, unico ingresso nel settimanale in un anno a fronte di cinque uscite: “Il Direttore ha comunicato la decisione all’improvviso, a soli due giorni dalla scadenza, senza fornire alcuna valida motivazione e dopo aver garantito, per mesi, il rinnovo, insieme con l’Azienda”.

Contemporaneamente, Enrico Carelli ha ipotizzato per “esigenze organizzative” di spostare la lavorazione del numero cartaceo in uscita il 6 novembre da Roma a Milano, affidandolo alla redazione dell’online, testata autonoma dal 2026 per volontà dell’editore (contrari Cdr e redazione): “una cosa mai accaduta in più di settant’anni di storia dell’Espresso, fondato come settimanale nazionale con sede nella Capitale. Alla fine, il Direttore ha optato per spostare a Roma due risorse in forza alla testata online di Milano, mettendole a lavorare all’ufficio centrale, al posto di colleghi assenti, senza alcun preavviso o comunicazione e senza avvalersi delle altre risorse interne pur disponibili”.

Afferma il Cdr che si svela “così nei fatti una strategia che vede la redazione espulsa dal suo stesso giornale, in favore del trasferimento ad altra testata, quando non ad altra città. Il tutto, peraltro, a fronte di rassicurazioni in senso opposto che nell’ultimo anno sia l’Azienda che il Direttore hanno fornito al Cdr, ma anche alla Federazione nazionale della stampa, Stampa romana e Associazione lombarda giornalisti”.

Il Cdr ha chiesto alle parti un incontro urgente.

Il 23 ottobre c’era stata una protesta del Cdr sulla marginalizzazione del lavoro dei giornalisti, il cambio di linea, le numerose censure e lo snaturamento dell’identità editoriale e politica del giornale.

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