Dal Festival del cinema di Venezia nasce lo spunto sullo stato dei media nel mondo. il regista Danny Boyle ha saputo descrivere e appassionare il pubblico con un film incentrato sulla figura di Rupert Murdoch, il magnate australiano della stampa che oltre 50 anni fa diede un colpo quasi mortale al giornalismo dei fatti, sostituendolo con ciò che gli altri volevano. Stampa d’informazione? No, meglio e più redditizi gli scandali. “Ink”, va detto, è in origine la celebre e premiatissima opera teatrale scritta da James Graham che racconta l’acquisto del The Sun da parte di Murdoch nel 1969 e la nascita della stampa scandalistica moderna. L’adattamento cinematografico diretto da Danny Boyle porta sullo schermo questa stessa carica esplosiva.
Resta da chiedersi, a questo punto: sono l’informazione e il sistema dei media a fornire notizie al lettore sapendole anche spiegare, oppure è la massa di lettori, il pubblico, ad alimentare l’informazione con ciò che desidera ascoltare o vedere, e che lo tranquillizza?
La vera rivoluzione avvenuta mezzo secolo fa è questa. Altro che tecnologie, altro che Intelligenza Artificiale. Il film “Ink”, che significa inchiostro, è uno specchio perfetto di ciò che Murdoch ha saputo costruire entrando con i suoi tabloid nella testa dei lettori e convincendoli che il vero usciva dai suoi giornali e dalla sua tv. Ha creato un mercato a sua immagine e somiglianza, e che aderiva ai suoi interessi di miliardario e politico. A ruota sono seguiti i tanti “murdochini” del pianeta che non chiedevano altro che tirare fuori gli artigli e graffiare la vecchia, debole e indifesa informazione, con pochi soldati coraggiosi e con molti disposti a correre in soccorso dei vincitori. Da noi è arrivato Berlusconi, omaggiato dai tanti berlusconi che pre-esistevano nella società, a convincere la maggioranza degli italiani di essere stati governati dai comunisti, mentre la Destra occupava televisioni, giornali, radio, spazi su internet.
Boyle è andato oltre con “Ink”, descrivendo come il magnate Murdoch non si sia limitato a comprare un giornale, The Sun, ma da vero padrone ha fatto la rivoluzione. Ha invertito il flusso delle notizie e dei fatti, come i salmoni ha risalito la corrente: non più il racconto e l’esposizione di quanto accaduto e degli eventi, ma fatti e commenti graditi al lettore. Ha solleticato i desideri e le frustrazioni del pubblico, che si è subito mostrato contento di sentirli e vederli scritti. Se sopravviene qualche dubbio su questa verità, basta dedicare qualche minuto ad ascoltare i notiziari di Fox Tv. È la vittoria del verosimile sulla realtà. E quell’inchiostro, che un tempo serviva a denunciare il potere, oggi continua a sporcare: non più le dita di chi legge, ma la dignità di chi scrive.
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