Una serie su un giornalista. Anzi, un ex. Che non dimentica perché aveva scelto il mestiere: per fare un po’ di giustizia, anche quando in giro non ce n’è. 

A metà luglio sono cominciate le riprese a Roma de “Il metodo Paraldi”, protagonista Marco Paraldi, personaggio creato per Marsilio da Fabrizio Roncone, firma del Corriere della Sera, da quasi 30 anni. 

vineria alla moda

A impersonare Paraldi sarà Luca Zingaretti, che ha smesso da poco i panni -di enorme successo- del commissario Montalbano. Paraldi ha lasciato il giornalismo dopo un incidente nel Transatlantico di Montecitorio (ha risposto a un’offesa di un ministro), ha aperto una vineria alla moda in centro a Roma. Vorrebbe fare il vinaio, ma viene casualmente e continuamente trascinato in casi di cronaca nera. 

Paraldi ama la bella vita, bere bene, mangiar bene, vestire bene, e non sopporta il miscuglio di corruzione, ignoranza, arroganza, prepotenza, criminalità che a Roma sono dentro la politica, la finanza, l’imprenditoria, le professioni, il Vaticano perfino. Roma scintillante e soddisfatta sulle terrazze del centro, disgraziata e rabbiosa nelle estreme periferie. Paraldi risolve i casi con sistemi da giornalista e non esita, talvolta, ad andare oltre le regole del galateo. 

in parlamento e  nel mondo

La serie -prodotta da Simona Ercolani per Stand by Me, con Teresa Carducci, Riccardo Chiattelli e Grazia Assenza come produttori esecutivi, distribuita da Fremantle e diretta da Giuseppe Gagliardi- sarà disponibile nel 2027 in esclusiva su Paramount+. E’ un adattamento di Giulio Calvani e Federico Favot, scritto con Bianca Rondolino e con la consulenza dello stesso Roncone.

Paraldi per certi versi somiglia all’autore, che il Corriere manda in Parlamento, ma anche per il mondo a raccontare un po’ tutte quelle cose che Paraldi detesta. Roncone ha pubblicato finora quattro avventure di Paraldi, “La paura ti trova”, “Non farmi male”, “Il potere di uccidere”, “Ogni nostro castigo”. 

douglas e belushi

Sui giornalisti ci sono stati film mitici con Kirk Douglas (“Asso nella manica”, 1951), Humphrey Bogart (“L’ultima minaccia”, 1952), Clark Gable (“Dieci in amore”, 1958), Jack Lemmon e Walter Matthau (“Prima Pagina”, 1974) e e John Belushi (“Chiamami aquila”, 1981). Ci sono state serie, soprattutto americane, come quella sul mitico capo redattore del Tribune (giornale inventato) Lou Grant (1977), come The Newsroom sulla tv (2012). In Italia una serie con Gigi Proietti “Una pallottola nel cuore”, regia di Luca Manfredi (2014). 

Tutti lavori con i giornalisti in piena funzione. Paraldi, invece, ha mollato, ma non del tutto.  

1 commento

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here