Piccolo giallo all’Ordine dei giornalisti. Legato al caso Fabrizio Romano. Si tratta di un pubblicista iscritto all’Ordine dall’aprile 2012, molto noto perché parla di calcio mercato nel mondo e diffonde notizie spesso esclusive, oltre 44 milioni di followers.
Romano ha avuto due inciampi rispetto alla deontologia professionale. Il primo per aver prestato il suo volto a una pubblicità Tim con Carlo Conti. Il secondo per aver glorificato in una clip il regime di Riad spiegando “il ruolo di guida umanitaria” dell’Arabia Saudita. Il governo dell’Arabia Saudita è accusato da diverse organizzazioni internazionali di sistematiche violazioni dei diritti umani, oltre che di aver ordinato l’uccisione del giornalista dissidente Jamal Khashoggi, rapito e fatto a pezzi nell’ambasciata saudita di Istanbul nell’ottobre 2018. Da tempo, il principe ereditario -nonché primo ministro- Mohammad bin Salman assolda politici e personalità pubbliche internazionali per “ripulire” l’immagine del Paese ed enfatizzare il “nuovo corso” della monarchia.
Intervistato sulla vicenda Tim da “Ultimo uomo”, Romano ha spiegato il suo punto di vista: “Non siamo preparati a comprendere le nuove dinamiche della nostra professione. Lavorare supportato da uno sponsor si mantiene una cosa sana nel momento in cui non va a impattare direttamente sul tuo ambiente: se questi non c’entrano assolutamente nulla col lavoro che stai facendo ogni giorno ma si prestano a sostenerlo economicamente, credo che sia un modo sano per evitare di gravare sulle tasche del numero maggiore di persone possibile”. “Credo -ha aggiunto- che ci siano regolamenti veramente vecchi gestiti da persone fuori da questo mondo, che si ritrovano in un pianeta completamente diverso e non riescono a coordinarlo al momento. In Italia siamo completamente fuori dalla realtà, mentre altrove si è già in un’altra dimensione”.
Raccontando la vicenda, Professione Reporter aveva ricordato che fare pubblicità non è consentito ai giornalisti professionisti o pubblicisti, ai sensi del Codice deontologico. Romano si presenta come “giornalista” in tutti i suoi profili. Dopo che era stato aperto un procedimento disciplinare su di lui per aver fatto pubblicità alla Tim, Romano non risulta più fra gli iscritti all’Albo dell’Ordine lombardo, ma il suo nome, al 7 di marzo, risultava ancora presente nell’Albo nazionale. Sono passati tre mesi e l’anomalia persiste: Romano non è nell’elenco cui si accede dal sito dell’Ordine lombardo, ma è nell’elenco (che dovrebbe fare testo) dell’Ordine nazionale.
Il mistero continua.




