Fabrizio Romano, napoletano 32 anni, è un giornalista che si occupa di calcio mercato con grande successo, si parla per lui di 38 milioni di followers su Instagram. Il suo motto è “Here we go!”. E così inizia la sua performance nell’ultimo spot Tim, dove opera assieme al presentatore di Sanremo Carlo Conti. Dunque “Here we go!” dice Romano nel movimentato e festoso filmato pubblicitario e poi: “Passa a Tim vision! Hai Dazn con tutta la serie A!”. “Che spettacolo!”, esclama Conti fissando lo schermo di un cellulare. E Romano. “Solo con la qualità della rete Tim non perdi neanche un’azione!”.

Romano è iscritto come pubblicista all’Ordine dei giornalisti della Lombardia. L’articolo 22 del Codice Deontologico delle  giornaliste e dei giornalisti dice che la/il giornalista “non presta il nome, la voce, l’immagine per iniziative pubblicitarie o per promuovere marchi e prodotti commerciali. Sono consentite, a titolo gratuito e previa comunicazione scritta all’Ordine regionale di appartenenza, analoghe prestazioni per iniziative volte a fini sociali e umanitari”. Il Presidente dell’Ordine lombardo Riccardo Sorrentino ha detto a Professione Reporter che proporrà al prossimo Consiglio una segnalazione al Consiglio di disciplina regionale. 

Romano, nel 2013 è entrato a far parte della redazione di Sky Sport, nel 2018 è diventato collaboratore del quotidiano inglese The Guardian. Nel 2022 e nel 2023 ha vinto il Globe Soccer Award come miglior giornalista sportivo dell’anno. Nel 2025 approda a Dazn.

A segnalare per primo la partecipazione di Romano allo spot Tim è stato il sito di Puntoeacapo: La realtà dei fatti -ha scritto- mostra una crescente permeabilità tra giornalismo e pubblicità, “non è raro assistere, durante trasmissioni giornalistiche televisive sportive, a intermezzi dedicati alle quotazioni delle scommesse d’azzardo, presentate talvolta con un linguaggio che ne incentiva la partecipazione piuttosto che limitarsi a una mera informazione. Allo stesso modo, telegiornali e quotidiani nazionali spesso pubblicano servizi o articoli chiaramente pubblicitari, dedicati ad esempio a cantanti rappresentati dalle major discografiche, mascherandoli da contenuti editoriali. Questo fenomeno, noto come ‘pubbliredazionale’ o ‘branded content’, rischia di minare la fiducia del pubblico nella neutralità dell’informazione. Di fronte a queste derive, il ruolo dell’Ordine dei Giornalisti e dei Consigli di disciplina territoriali diventa cruciale. Essi hanno il compito di vigilare sul rispetto delle norme deontologiche, intervenendo con sanzioni quando si verificano violazioni. La trasparenza è un pilastro: i lettori e gli spettatori devono essere sempre in grado di distinguere chiaramente tra un contenuto informativo e uno pubblicitario”.

(nella foto, Fabrizio Romano)

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