La prima cosa che Manila Alfano tiene a togliere di mezzo è l’etichetta. Mamme Magazine, la testata che dirige da quasi un anno, non è il giornale di “culle e biberon” che il nome potrebbe lasciar intendere: “Chiamarlo un magazine per mamme -dice- è sempre più riduttivo”. 

Sotto la sua direzione il perimetro si è allargato alla denatalità, al lavoro femminile, alle madri single, al divario salariale: una “prospettiva a 360 gradi” sull’universo femminile rapportato alla società. È un tassello particolare nel caleidoscopio di testate del gruppo Sae. Con la chiusura, proprio in questi giorni, dell’acquisizione di La Stampa, Sapere Aude Editori -il gruppo guidato dal Presidente e Amministratore delegato Alberto Leonardis- comprende oggi sei storici quotidiani locali (Il Tirreno, La Nuova Sardegna, La Provincia Pavese, la Nuova Ferrara, le Gazzette di Modena e di Reggio), il prestigioso quotidiano torinese e diversi prodotti digitali. Mamme Magazine è l’unico verticale tematico, l’unico -tra le testate del gruppo- non legato a un territorio ma a un pubblico.

lato inedito

Il cuore tematico della rivista è il calo delle nascite, letto non come emergenza demografica astratta, ma come questione insieme economica e culturale. Alfano cita il dato Istat dei 6,6 milioni di persone che hanno rinunciato all’idea di avere figli: “Un dato allarmante”, dice, che non si spiega solo con le difficoltà materiali. Il parallelo è quello con il boom degli anni Sessanta, quando alla crescita demografica corrispondeva quella economica: un nesso che oggi, tra precarietà del lavoro, costo della casa e prospettive incerte, si è rovesciato. Attorno a questo nucleo la testata costruisce articoli divulgativi, ragionati e ad ampio respiro, interpellando chi può offrirne una chiave di lettura originale. Psicologi come Paolo Crepet, sociologi come Mario Abis, ma anche figure politiche con “ricette” dichiaratamente diverse, da Carlo Calenda che parla della figlia avuta quando era un adolescente, a Letizia Moratti che indica nelle politiche stabili dei Paesi nordici un possibile antidoto alla denatalità italiana. Le interviste, più che inseguire l’attualità, cercano il lato inedito dei protagonisti. È il caso di Alessandra Ghisleri, la sondaggista raccontata a partire dagli studi giovanili in oceanografia, per parlare del seguire le proprie ambizioni.

risultati assurdi

Quando Sae ha rilevato il marchio, Mamme Magazine era un sito già esistente, e -racconta Alfano, Direttrice da giugno 2024- andava rimesso in sesto. “Chi è arrivato prima di me ha dovuto fare un grandissimo lavoro”, dice, soprattutto per ripulire il modo in cui i contenuti erano stati prodotti: non da giornalisti ma da sistemi di Intelligenza artificiale, con risultati che lei stessa definisce a tratti “assurdi”. La testata era nata in casa Contents.com, società milanese specializzata proprio nella generazione di contenuti tramite AI. Oggi, assicura la Direttrice, di artificiale non c’è più nulla in redazione: “Abbiamo tutta intelligenza umana”. 

Dopo la rigenerazione del formato online, dallo scorso ottobre è arrivata la versione cartacea: l’inserto Mamme Magazine in edicola ogni sabato con tutti i quotidiani del gruppo. Una scelta che Alfano motiva con la volontà di “rendere ancora più visibile ed evidente” il lavoro della redazione, e che si appoggia sulla rete territoriale di Sae (sommando le tirature di marzo 2026, dati Ads, dei sei quotidiani si arriva a poco meno di centomila copie). 

compiti divisi

Carta e digitale, spiega la direttrice, parlano a pubblici diversi e si dividono i compiti. Il sito resta il cuore e si rivolge a un lettore più giovane e più interessato al tema specifico; l’inserto, monografico, intercetta un pubblico più adulto e offre lo spazio per approfondire: quattro pagine in cui sviluppare un tema che online rischierebbe di apparire “troppo impegnativo”. I contenuti, poi, circolano dall’uno all’altro: la parola che Alfano usa è “integrazione”, il “leggero” e il “pesante” che si completano a vicenda.

Dietro c’è una struttura agile, che Alfano riassume con una formula: “Pochi ma volenterosi”. Il nucleo fisso è ristretto -con lei, tra gli altri, Massimo Mazzitelli, tra i primi a lavorare alla ripulitura del sito, Manuela Vacca e Angelica Amodei- e si appoggia a un giro di firme di richiamo, dalla giornalista Rai Daniela Vergara a Emilio Piervincenzi, già di Repubblica, fino al poeta Davide Rondoni, tra i collaboratori più frequenti. 

nessun muro

Accanto, la Direttrice rivendica un investimento sulle nuove leve da formare. È un modello che almeno attualmente punta sulla qualità più che sui numeri, coerente con una fase che Alfano stessa definisce “quasi di start-up”. La testata è interamente gratuita, senza muri a pagamento né aree riservate agli abbonati. Anche il modello economico riflette questa fase ancora aperta. Il sito non ospita pubblicità, mentre l’inserto cartaceo intercetta la raccolta pubblicitaria dei quotidiani del gruppo, prevalentemente generalista e -almeno per ora- non orientata al target. “Abbiamo buone risposte dal punto di vista pubblicitario”, ha detto la direttrice rispetto ai primi mesi di uscita di Mamme Magazine in edicola.

Sul futuro Alfano resta vaga: idee “tante”, dice, ma nessun progetto concreto ancora da condividere. Non conferma che Mamme Magazine sarà inserto anche di La Stampa, come la rete del gruppo lascerebbe immaginare. Per ora la rotta è quella di un prodotto ancora piccolo che prova a ritagliarsi uno spazio facendo leva sul metodo prima che sulla scala: numeri monografici, interviste in cerca del lato inedito dei protagonisti, un linguaggio che cerca -dice la Direttrice- di costruire “un ambiente quasi familiare”.

(nelle foto, Manila Alfano; una pagina di Mamme Magazine)

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here