Cosa farà ora Alberto Leonardis, con i suoi soci “investitori legati al Nord Ovest”, de La Stampa di Torino?
Il presidente del Gruppo Sae ha chiesto e ottenuto in questi mesi numerosi incontri ad alto livello. Per ascoltare e per capire il mondo in cui sta affacciandosi. E per accreditarsi come leader di un’impresa solida. In alcuni di questi incontri Leonardis ha manifestato l’idea di ricreare una sorta di Finegil, l’azienda di quotidiani locali “gioiello” del principe Carlo Caracciolo a partire dagli anni ’80. Nella nuova versione, La Stampa starebbe al centro della galassia, dove si trattano i fatti internazionali e nazionali, e sarebbe venduta assieme (i cosiddetti “panini”) nelle differenti realtà agli altri giornali di Sae, Il Tirreno, La Nuova Sardegna, Gazzetta di Reggio, Gazzetta di Modena, Nuova Ferrara, Provincia Pavese, dove invece si continuerebbero ad approfondire le informazioni locali. La scalata del Gruppo Sae all’informazione è iniziata nella seconda metà del 2020. Con La Stampa ora c’è un notevole salto di qualità.
settore eventi
Nell’incontro con il Comitato di redazione del 23 gennaio scorso, Leonardis disse di voler riportare La Stampa ad essere il giornale della borghesia illuminata. Nella visione di Leonardis c’è anche un forte impegno nel settore eventi, coinvolgendo direttamente i giornalisti. Leonardis disse di non avere intenzione di chiudere redazioni, né di licenziare, ma ci sono 60 prepensionamenti sui 174 redattori (16 compongono la redazione romana), che potrebbero essere effettuati fra quest’anno e il 2029. Cento circa sono i collaboratori, più alcune decine i dipendenti. La stampa registra una perdita annua fra gli 8 e i 10 milioni.
entro giugno
La notizia della conclusione delle trattative fra il Gruppo Gedi di John Elkann, (venditore) e il Gruppo Sae (compratore) è arrivata la mattina del 4 marzo. E’ stata comunicata la firma di “un accordo preliminare di cessione de La Stampa, con le testate collegate, le attività digitali, il centro stampa, la rete commerciale per la raccolta pubblicitaria locale, Ie attività di staff e di supporto alla redazione. L’acquisizione avverrà attraverso un veicolo di nuova costituzione controllato dal Gruppo Sae nel quale si prevede anche l’ingresso di investitori legati al territorio del Nord Ovest. Il perfezionamento della cessione è previsto entro il primo semestre del 2026”.
sardegna al centro
Nomi di investitori non ci sono, un’ipotesi che è stata fatta è quella dell’ingresso della Federazione Tennis e Padel, che a Torino organizza dal 2021 le Atp finals. Il presidente della Federazione è Angelo Binaghi, che è sardo così come in Sardegna sono concentrate importanti iniziative di Sae. Vice presidente di Binaghi è Chiara Appendino, già sindaca di Torino (2016-2021), già vicepresidente del Movimento 5Stelle, dimissionaria in polemica con Giuseppe Conte. Lo schema di Leonardis nelle altre acquisizioni (tutte da Gedi) è stato quello di tenere il controllo delle società al 51 per cento e di assemblare soci del territorio per il restante 49 per cento.
ipotesi sciopero
I giornalisti de La Stampa hanno convocato un’assemblea per il primo pomeriggio del 4 marzo. Il Cdr ha chiesto un incontro urgente a Leonardis. E ha chiesto un incontro a Gedi, che ha subito fatto sapere di non dover dare alcuna informazione, a questo punto. I vertici di Gedi (Ceretti, Corradi e bianco) hanno tuttavia avuto un colloquio con i rappresentanti sindacali e hanno detto che al momento Leonardis ricorrerà a prestiti delle banche. L’assemblea è andata avanti a oltranza, tanto da bloccare l’uscita del giornale del 5 marzo. La Stampa ha scioperato il 25 febbraio proprio a causa della mancata trasparenza da parte di Gedi e dall’impossibilità di ottenere garanzie su linea editoriale e occupazione. Il Cdr ha ancora 4 giorni di sciopero votati dall’assemblea da utilizzare. Elkann voleva prima vendere La Stampa prima di chiudere l’alienazione de la Repubblica al Gruppo greco di Theodore Kyriakou. Di qui l’accelerazione della chiusura della trattativa. Ad ogni costo.
direttori possibili
Capitolo direttore. Andrea Malaguti, l’attuale si è molto speso in queste settimane anche per ipotesi diverse rispetto a Sae. Leonardis ha visto anche lui, potrebbe restare per un periodo di ingresso della nuova proprietà. I Direttori più spendibili in casa Sae sono Antonio Di Rosa, oggi Direttore editoriale, che è stato ai vertici di Secolo XIX, Gazzetta dello Sport, LaPresse, Nuova Sardegna, vicedirettore al Corriere della Sera e Luciano Tancredi, già Direttore del Tirreno, oggi guida della Nuova Sardegna. In casa Stampa c’è un aquilano (molta dirigenza di Sae è di origine abruzzese) ben inserito nella politica romana, Alessandro De Angelis.
fnsi mobilitata
Alessandra Costante, Segretaria della Fnsi, ha commentato: “Il Gruppo acquirente ai tavoli sindacali dovrà dimostrare la capacità di pagare gli stipendi e mantenere l’occupazione tanto dei giornalisti quanto dei non giornalisti. Nonostante qualche ravvedimento in corsa la gestione Sae sul Tirreno, quotidiano molto meno complicato della Stampa, ha mostrato limiti del management del Gruppo acquirente. E oggi, alla vigilia della chiusura del piano di crisi che scadrà il 31 marzo, alla testata livornese già si sentono ventilare ipotesi di cassa integrazione al 40%. La Fnsi sarà al fianco dell’Assostampa Subalpina e dei colleghi del Cdr della Stampa nella richiesta di un piano industriale, economico, progettuale ed editoriale solido, degno della tradizione della Stampa. Ci auguriamo che tutta questa operazione, compresa la cessione degli asset di Repubblica non costituisca un cambio di posizionamento editoriale che avrebbe ripercussioni negative sul pluralismo dell’informazione”.
(nella foto, Alberto Leonardis)





