Strage di Cutro, processo a porte chiuse. Chi entra in aula ha l’obbligo di non filmare e di non registrare l’udienza pubblica. L’audio potrà essere richiesto solo alla cancelleria ma come “ogni ulteriore istanza di accesso ai file sia audio che video delle prossime udienze sarà esaminata dal Collegio soltanto all’esito del deposito della motivazione della sentenza”. Tra qualche anno, probabilmente. Lo ha stabilito il giudice Alfonso Scibona che presiede il collegio penale e che ha firmato un’ordinanza che colpisce la stampa e, in particolare, Radio Radicale, che da anni trasmette in diretta i processi più importanti d’Italia. 

Quindi, riprese mute e solo per 10 minuti. Registrazioni audio, ma pubblicabili non prima delle motivazioni della sentenza.

sei imputati

Il processo che si sta celebrando a Crotone riguarda i mancati soccorsi a Cutro e vede imputati quattro finanzieri e due militari della Guardia costiera, rinviati a giudizio per naufragio colposo e omicidio colposo plurimo. Sarebbero rimasti fermi, o quasi, quando il caicco “Summer love”, partito dalla Turchia, si è schiantato all’alba del 26 febbraio 2023 in una secca a un chilometro dalla costa calabrese provocando la morte di 94 migranti di cui 35 bambini. 

processo di mafia

Va segnalato che un altro collegio penale dello stesso Tribunale di Crotone ha autorizzato la diretta streaming di un processo di mafia, ancora in corso. Il collegio per Cutro invece ha chiarito che le misure restrittive per la stampa sono state disposte per “assicurarsi la necessità di evitare ogni forma di contaminazione della genuinità della prova considerato che detto interesse rischierebbe di essere inevitabilmente pregiudicato allorché si accordasse ad un teste la possibilità di preconfezionare le proprie dichiarazioni e la propria versione dei fatti e circostanze mediante accesso all’audio e al video dell’udienza in cui si è raccolta la ricostruzione offerta dagli altri testimoni già escussi”. Per il giudice Scibona, in sostanza, “non possono trascurarsi gli ulteriori rischi che una sovraesposizione mediatica del processo recherebbe con sé dovendo assicurarsi una gestione dell’istruttoria tesa a mettere al proprio agio i testi e evitare che essi, preoccupati di finire su tutti i giornali il giorno dopo a causa di una divulgazione talvolta incontrollata della rispettiva immagine e delle loro dichiarazioni, possano essere indotti anche alla reticenza”.

niente effetto zoom

Niente audio quindi e niente telecamere: le televisioni e i giornali potranno accedere solo dieci minuti della prima mezz’ora di ogni udienza. La “registrazione – ha chiarito il Tribunale – avverrà mediante postazione fissa, collocata in fondo all’aula, priva di inquadrature con effetto zoom e sempre previa interlocuzione con le parti interessate”.
“La telecamera trovata dal Tribunale di Crotone – si legge in un articolo del sito ilcrotonese.it – è un tablet poggiato su un tomo di un codice penale all’ultimo banco dell’aula. Posizione impossibile per le riprese visto che davanti c’è il pubblico. Il funzionario del Tribunale chiamato a fare le riprese si è dovuto necessariamente alzare e tenere in mano il tablet”.

(nella foto, 3 marzo 2023, Cutro, il Presidente Mattarella e le bare delle vittime del naufragio)

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here