All’inizio della conferenza stampa di inizio anno la Presidente del Consiglio Meloni -sollecitata dal Presidente dell’Ordine dei giornalisti Carlo Bartoli- ha parlato di Radio Radicale. Ma il messaggio non è del tutto rassicurante per i 18 giornalisti della radio. 

Quest’anno, per la prima volta da trent’anni, in Finanziaria non ci sono i finanziamenti assegnati dallo Stato alla radio per la copertura delle attività parlamentari.

“Il Governo -ha detto Meloni- intende presentare un emendamento al decreto Milleproroghe per garantire a Radio Radicale il contributo straordinario destinato alla digitalizzazione dell’archivio storico della testata. Un contributo che si somma a quello ordinario”.

Parole abbastanza chiare, che necessitano di una spiegazione. Il “contributo ordinario” sono i 3,8 milioni che la legge sull’editoria ha già attribuito alla radio. Per l’archivio erano previsti altri due milioni, sui quali ora il governo afferma di impegnarsi. Resta tuttavia fuori il grosso del finanziamento, otto milioni per la trasmissione delle sedute d’aula e delle commissioni parlamentari. Da Palazzo Chigi fanno sapere che la questione è stata segnalata al ministero delle Imprese e del Made in Italy e che si attende risposta.

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