“Come si parla di donne” è un’analisi dell’informazione italiana svolta dalle giornaliste dell’associazione GiULiA dal 2024 al 2025, con incursioni a ritroso fino al 2020, quando è nata l’idea della “Rassegna stampa sui generis”. L’idea di applicare uno sguardo critico, femminile e femminista, in primo luogo al modo in cui i quotidiani italiani raccontano le donne, in secondo luogo alla partecipazione delle giornaliste all’informazione quotidiana.
Dal 2020 in poi, la Rassegna mantiene uno sguardo sulla presenza (e assenza) delle donne nel giornalismo italiano. Pur con le distinzioni fra le diverse testate, il lavoro mostra ancora una marginalizzazione femminile nella professione, evidenziando, per esempio, la scarsità di firme in prima pagina, anche se le redazioni sono composte per il 42% da giornaliste.
In alcuni ambiti i cambiamenti sono visibili, come nella narrazione della violenza di genere, dove, soprattutto dopo il femminicidio di Giulia Cecchettin, si intravedono segnali di una maggiore consapevolezza e un uso più attento del linguaggio, in altri la resistenza è forte. Nello sport la sottovalutazione delle atlete rimangono una costante.
Il monitoraggio offerto dalla “Rassegna sui generis” permette di seguire l’evoluzione del giornalismo italiano, riconoscendo progressi e arretratezze. Analizzando il linguaggio della cronaca giudiziaria, politica, sportiva, quello dell’informazione economica e geopolitica, il lavoro delle giornaliste di GiULiA aiuta a comprendere come gli stereotipi possano essere ostacoli culturali, capaci di condizionare l’opinione pubblica e i processi decisionali.
“Come si parla di donne”, a cura di GiULiA giornaliste. Quaderni Murialdi. Edizioni All Around. pagine 152, 12 euro.




