Nella settimana dal 5 al 10 gennaio 2026 sui principali giornali italiani le firme in prima pagina sono state di 358 donne e 1010 uomini, una donna ogni 4 uomini. Se consideriamo editoriali, commenti e analisi 41 sono stati affidati a donne e 154 a uomini, sempre una su 4. Le interviste: a uomini 225, a donne 69.
Ma Libero mercoledi 7 gennaio ha avuto pari firme in prima pagina tra uomini e donne e il Manifesto nello stesso giorno ha messo in prima pagina più donne che uomini.
Sono dati dalla “Rassegna stampa sui generis” realizzata da GiULiA giornaliste. Tema: come vengono raccontate le donne su Il Corriere della Sera, la Repubblica, La Stampa, Il Giornale, Il Messaggero, L’Avvenire, Domani, il Fatto quotidiano, Il Sole 24 ore, Qn, il manifesto, Libero, La Verità, La Gazzetta dello Sport, Tuttosport, Il Corriere dello sport, con uno sguardo al web.
MELONI DAY. La conferenza stampa di inizio anno di Giorgia Meloni, l’unica in 365 giorni, è uno specchio delle diverse anime del giornalismo politico italiano. Per Domani, la conferenza è soprattutto l’ennesima prova di una leadership che vive di propaganda e vittimismo. Nell’editoriale di Emiliano Fittipaldi la premier viene descritta come “tirata e nervosa”, incapace di fare autocritica e pronta a scaricare su altri – magistrati e stampa in primis – le responsabilità delle difficoltà del Paese. Sulla stessa linea il Manifesto, che titola “Fumo e fiamma”. Secondo il quotidiano, Meloni trasforma l’unica conferenza stampa annuale in una cerimonia solenne, costruita come un set in cui la premier celebra se stessa, lancia la campagna referendaria sulla giustizia e rivendica successi economici poco riscontrabili nella vita reale. Il Fatto Quotidiano parla apertamente di una Meloni “trumpiana”: una premier che usa la sicurezza come parola d’ordine, attacca le toghe, rassicura gli alleati e guarda già alle elezioni del 2027. Repubblica parla di uno “show anti-toghe” con Meloni sicura quando attacca i magistrati, ma molto più in difficoltà su economia, salari, sanità e giovani in fuga dall’Italia. Il Corriere osserva come la premier utilizzi il personale come politico, richiamando parole e concetti del femminismo degli anni Settanta, ma senza rinunciare a una postura di scontro, soprattutto quando si tocca la sua vita privata. La Stampa offre letture diverse: Alessandro De Angelis sottolinea la gestualità “cattivista” e le frizioni con il Colle, mentre Flavia Perina nota una leader meno urlata del passato e più attenta a prendere le distanze, quando serve, da Donald Trump. Lina Palmerini su Il Sole 24 Ore, infine, interpreta l’attacco ai magistrati sul tema della sicurezza come una mossa politicamente razionale: trasformare un referendum complesso in una battaglia semplice e comprensibile sull’asse sicurezza-giustizia. Libero e Il Giornale raccontano la conferenza come un trionfo. Libero apre con “Giorgia svela il piano per il 2026”, parla di agenda di fine mandato, meno tasse e più sicurezza, e trasforma i botta e risposta con i giornalisti in dimostrazioni di forza. Il Giornale dedica tre pagine e una vera e propria fotogallery alla premier, presentandola come una leader che detta i tempi della politica e guarda già alle prossime elezioni.
SCHLEIN BEFANA. La foto della Segretaria Pd Schlein “Befana” postata dal sindaco di Trieste Roberto Dipiazza, è raccontata da Libero, Il Giornale, La Verità come goliardia, con il sindaco vittima del politicamente corretto. Per Repubblica, Corriere e Manifesto si tratta invece dell’ennesimo caso di sessismo istituzionale non sanzionato; vari esponenti dem hanno chiesto un intervento della premier, che non c’è stato.
MASCHI CAMPANI. Le polemiche per la foto dei capigruppo campani (tutti uomini) nel nuovo consiglio regionale consentono a Libero e Il Giornale di colpire esclusivamente il centrosinistra, parlando di maschilismo del “campo largo”, evitando di allargare il discorso all’intero sistema politico, mentre Corriere e Repubblica riconoscono nella foto un simbolo di misoginia strutturale della politica.
EVA CONTRO EVA. Il Corriere costruisce una doppia pagina dedicata a quelle che sembrano le due protagoniste della scena venezuelana: Rodriguez la nuova Presidente e Maria Corina Machado, Premio Nobel e leader dell’opposizione, scaricata da Trump. Al netto di due articoli interessanti, visivamente sembra si sia voluto create il vecchio schema “Eva contro Eva”. Curiosità di linguaggio: mentre uno degli articoli sceglie di non usare l’articolo prima del cognome femminile, il secondo lo fa (Rodriguez e “la” Machado).
VOCI IRANIANE. Sulle proteste in Iran molti quotidiani sentono voci femminili. Il Giornale riporta la lettera di una studentessa attivista fuggita negli Usa. Su Corriere e Stampa Azar Nasifi, autrice di “Leggere Lolita a Teheran”, sottolinea che per la prima volta in piazza non ci sono solo le donne e i giovani, ma davvero tutti. E teme per uno scontro armato. Anche la Premio Nobel in esilio Shirin Ebadi su La Stampa parla di un Iran al collasso con la preoccupazione sul dopo. Repubblica sente Maysoon Majidi, la giovane regista e attivista iraniana che ha trascorso un anno nelle prigioni italiane sospettata di essere una scafista prima di essere scagionata: sostiene che le proteste diffuse sono sottostimate a causa del black out di internet e vanno lette come una ribellione mai finita dal 2018/19 con il movimento “Donna vita libertà”.
IRONICO TRUMP. Solo La Stampa racconta quanto accaduto durante un incontro di Trump con i membri repubblicani della Camera dei Rappresentanti. Il presidente ha usato ironie e imitazioni fisiche per ridicolizzare le atlete transgender, ha mimato e fatto vocine, usando l’esempio del sollevamento pesi e della boxe, per sostenere la sua opposizione alla partecipazione di persone transgender negli sport femminili. E ha ricordato la campionessa olimpica Imane Khelif, riferendosi all’incontro con la pugile italiana Angela Carini alle Olimpiadi di Parigi 2024.
NUMERI DEI FEMMINICIDI. Domani del 9 gennaio in una breve riporta i numeri dei femminicidi, lesbicidi e trans*cidi in Italia nel 2025 , secondo Non una di meno: 84 femminicidi, più 78 tentati, 2 suicidi indotti di ragazzi trans e uno di una persona non binaria.
PENSAVA CHE DORMISSE. Il caso che tutti i giornali seguono è quello di Aurora Livoli, 19 anni, trovata morta in un palazzo della periferia di Milano, dopo che si era allontanata da casa, in provincia di Latina. Molto viene scritto su Emilio Gabriel Valdes Velasco, 57 anni , peruviano irregolare già condannato, che identificato attraverso un video, confessa di averla agganciata sul metro, di averla poi violentata e strangolata, ma sostiene di avere appreso che era morta dalla tv, pensava che dormisse, anzi l’aveva coperta con un giubbotto e l’aveva vegliata per un po’. Il difensore sostiene che è “sconnesso dalla realtà”. Si delinea il profilo di un aggressore seriale, libero perché nessuno aveva aggiornato il casellario giudiziario con l’ultima condanna definitiva a 5 anni per violenza sessuale aggravata. Il Giornale titola “curriculum di un criminale”, altri lo definiscono “il peruviano” o “il clandestino”. I pm hanno valutato di contestare – sarebbe stata la prima volta – il nuovo reato di femminicidio entrato in vigore lo scorso 17 dicembre. L’assenza di una conoscenza pregressa tra il cinquantasettenne e la giovane, ha fatto propendere, in attesa di ulteriori accertamenti, per l’accusa di omicidio. Dal che si vede come sia complesso classificare questa nuova fattispecie di reato.
SENZA NOMI. Il bollettino è fatto soprattutto di notizie brevi, a volte senza nomi. A Castel Rangone, Modena, un uomo di 90 anni che “avrebbe problemi cognitivi dovuti all’età” uccide la figlia 60enne con un corpo contundente. A Capriolo nel Bresciano, una donna di 45 anni, aggredita a forbiciate dal marito durante una lite “per futili motivi”. Nei giorni scorsi aveva denunciato il marito per maltrattamenti ed era stato attivato il Codice rosso. Merita poco spazio la notizia della morte di una trentatreenne di origini nigeriane dopo dieci giorni di agonia, massacrata di botte dall’ex compagno a Castel Volturno. Ora l’uomo è in carcere. Il Corriere è uno dei pochi giornali che parla del tentato femminicidio a Monfalcone: un uomo di 76 anni, Paolo Utili, ha ripetutamente accoltellato la compagna di 63 anni, Maria Rosa Kodermaz e, credendo probabilmente che la donna fosse morta, si è tolto la vita utilizzando la stessa arma. Lei in condizioni gravi.
Sempre sul Corriere, una donna è stata cosparsa di benzina dal marito (un violento che “lei non aveva mai trovato il coraggio di denunciare in 20 anni di matrimonio” – frase infelice dell’articolo di cronaca), ma il figlio 15enne ha tolto l’accendino dalle mani del padre che è stato arrestato.
MINORENNI NUDE. Sul Manifesto, il 10 gennaio, un servizio sulle donne spogliate e denudate dall’intelligenza artificiale: Grock, il chatbot di X, sta inondando la piattaforma di Elon Musk di immagini di minorenni e celebrity. Il fenomeno è esploso tra fine 2025 e inizio ’26 quando gli utenti hanno chiesto di realizzare deepfake, utilizzando parole come lingerie, e chiedendo di accentuare caratteristiche, come l’aumento del seno. Fra le vittime, influencer e politiche, come Alexandra Ocasio Cortez, deputata dem Usa e persino una delle madri dei 14 figli di Musk, Shley St Clair. Secondo la ricercatrice Genevieve Oh, Grok produce circa 6700 immagini di questo tipo ogni ora.
CONDANNE PER BRIGITTE. Oltralpe, il tribunale di Parigi ha emesso una sentenza nei confronti di dieci persone che avevano tormentato online la first lady francese Brigitte Macron sostenendo che fosse un uomo, e accusandola di pedofilia per la differenza di età con l’attuale marito. I giudici hanno condannato gli imputati a 8 mesi di reclusione, con la sospensione della pena, e con l’obbligo di seguire un corso di sensibilizzazione sui danni del bullismo digitale. Tra gli imputati, anche donne. Alla vigilia della sentenza, la first lady ha detto: “Ho fatto causa per dare un esempio, per aiutare altre vittime del cyberbullismo, in particolare gli adolescenti”.
PRETI PEDOFILI. Domani pubblica la notizia che a Sanremo il vescovo Antonio Suetta dal 28 dicembre 2025 tutte le sere fa suonare la campana per i bambini mai nati a causa dell’aborto. Varie proteste da parte del Pd locale, mentre la consigliera di parità della Regione Liguria Laura Amoretti ha scritto al Papa per protestare contro questa iniziativa. L’8 gennaio a Savona si è svolto un flash mob della Rete l’abuso e di Uaar cove ad ogni rintocco di campana sono stati letti i nomi di più di mille vittime di preti pedofili.
RINUNCIA AL LAVORO. Dati Istat diffusi l’8 gennaio: cala la disoccupazione al 5,7%, sotto la media europea (6,3%), cala anche il tasso di disoccupazione giovanile che passa dal 19,6 al 18,8%. Ma crescono gli inattivi, la cui quota è salita al 33,5%, 12,4 milioni di persone hanno rinunciato a cercare un impiego. Il tasso d’inattività femminile rimane ancora superiore al 42% contro il 24,7% degli uomini e l’occupazione è al 54% delle donne contro il 71,1% degli uomini. Come spiega sulla Stampa la sociologa Chiara Saraceno, gli inattivi “comprendono non solo gli studenti, o i pensionati precoci, ma anche coloro, per lo più donne, che escono dal mercato del lavoro, o non ci entrano affatto, perché non riescono a conciliare famiglia e lavoro, i lavoratori e le lavoratrici coinvolti in crisi aziendali a pochi anni dalla pensione e che non hanno chance nel mercato del lavoro, infine coloro che non cercano lavoro perché sono scoraggiati, magari dopo troppe esperienze di precarietà”.
BONUS MAMME. Sul Sole 24 Ore un articolo sulle misure previste nella legge di bilancio per le famiglie: “Bonus mamme dal 1° gennaio 2026 da 40 a 60 euro. Fondi per le assunzioni femminili”. Si parla di sgravi fiscali per madri lavoratrici, ma solo con tre figli sotto i 18 anni Per i congedi parentali l’età massima dei figli passa da 12 a 14 anni, mentre il congedo di paternità resta inchiodato ai 10 giorni.
La Rassegna sui generis è frutto del lavoro di squadra di Luisa Brambilla, Laura Fasano, Paola Farina, Elisa Messina, Paola Rizzi, Luisella Seveso, Maria Luisa Villa.
(nella foto, i nuovi capigruppo della Regione Campania)





