Il carcere come Medusa (con quadro di Caravaggio in copertina). E’ il tema del numero di fine 2025 di Voci di dentro, rivista sulle carceri realizzata con i detenuti delle case circondariali di Chieti e Pescara e con i contributi provenienti da altri istituti di pena. “Medusa come entità che tutto e ovunque guarda e tutto e ovunque blocca -scrive il Direttore Francesco Lo Piccolo nell’editoriale- L’intuizione, nata come sempre in redazione, è partita dalle storie di detenuti e ex detenuti che a più voci hanno raccontato che in cella si è costretti continuamente a non esternare i propri sentimenti e a tenere a freno il più possibile le emozioni. Comportamenti e atteggiamenti che alla lunga cambiano la persona e anche quando si esce, dopo mesi o anni a diretto contatto con il dolore degli altri, con il sangue (le persone che si tagliano) e con la morte (76 i suicidi dall’inizio di quest’anno) si diventa insensibili e freddi… Da una parte il continuo rifiuto di qualunque riforma o addirittura clemenza inutilmente invocata, dall’altra le tante leggi e pacchetti sicurezza, leggi carcero-centriche di questi anni che attraverso supposte necessità emergenziali hanno raddoppiato la popolazione detenuta (da 30 mila nel 1975 all’epoca della riforma dell’ordinamento penitenziario ai 63 mila di oggi)”.
Nella rivista anche:
Natale di guerra in Europa alle porte, guida ad una possibile Apocalisse.
Le armi mezzo bellico negli interessi delle industrie della morte, i civili passati da vittime collaterali a obiettivo primario dei combattimenti.
Da “L’arte della guerra” di Sun Tzu alle tragedie di Gaza.
A pochi giorni dalla fine del 2025, i suicidi in carcere approdano a ottanta: quattro riguardano agenti di custodia e operatori esterni, ultimo caso una funzionaria giuridico-pedagogica nel carcere di Cremona; sovraffollamento, vita in cella al limite dell’impossibile e attività educative minate da sospetti e diffidenze rendono le nostre prigioni veri e propri gironi infernali.
Dal lancio di una “liberazione anticipata speciale” (proposta di legge Giachetti) all’istituzione del numero chiuso su base territoriale passando per un indulto di un anno e una sospensione annuale degli ingressi.
La stretta burocratica che mette a serio rischio l’autonomia dei direttori e la collaborazione tra le carceri e le comunità locali.
Le carceri aprono uno spiraglio all’esercizio dell’affettività familiare dopo la sentenza della Corte costituzionale del gennaio 2024 che dichiarava illegittimo il controllo a vista degli incontri del detenuto con il suo coniuge o convivente.
L’ex ministro della Repubblica e sindaco di Roma Gianni Alemanno e Fabio Falbo, noto per la sua critica in punta di diritto all’istituzione penitenziaria, due detenuti rompono l’omertà sulle ingiustizie che avvolgono il pianeta carcerario; autori dell’opera in progresso “Diario di cella”, dalla sezione G8 segnalano tutte le storture della vita a Rebibbia, contro il regime di censura preventiva sugli scritti.
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(nella foto, la redazione di Voci di dentro e l’albero di Natale in una piazza di Chieti con le parole: Pace, diritti, giustizia, rispetto, tolleranza, solidarietà)


