(S.A.) La morte di Emilio Fede, giornalista e conduttore televisivo, martedì 2 settembre, a 94 anni presso la Residenza San Felice di Segrate, vicino Milano, alle 18.30, non è rilevante per il Tg4 che Fede diresse dal 1992 al 2012. L’edizione delle 19 non ha dato alcun annuncio né nei titoli né in apertura del telegiornale. La notizia è stata letta da Stefania Cavallaro, di turno in conduzione, solo a edizione inoltrata, leggendo un breve e freddo comunicato con alcune immagini di copertura.
La carriera di Emilio Fede iniziò negli anni Sessanta come inviato di guerra per la Rai, dove divenne uno dei volti più riconoscibili del giornalismo televisivo italiano. Dopo aver diretto il Tg1, nel 1992 fu chiamato da Silvio Berlusconi a guidare il Tg4 su Fininvest. Rimase al vertice per vent’anni, contribuendo a definire lo stile e l’identità del telegiornale. “Sono il direttore più criticato, ma anche il più guardato”, dichiarò in una delle sue interviste.
Il suo stile editoriale, caratterizzato da editoriali enfatici, pause studiate e un linguaggio diretto, rese il Tg4 un telegiornale facilmente riconoscibile.




