(S.A.) La Sicilia ha riaperto una redazione a Palermo. La riapertura arriva a poche settimane dal restyling grafico lanciato l’11 agosto, con cui il quotidiano ha introdotto un nuovo font, un corpo testo ingrandito per facilitare la lettura e una palette colori rinnovata. Nei prossimi mesi il cambiamento coinvolgerà anche il sito web e l’applicazione digitale.
La Sicilia, fondata nel 1945, ha sede a Catania, dove era pubblicato fino al 2024 dalla Domenico Sanfilippo Editore.
Il 25 maggio 2025 La Sicilia è passata ufficialmente dal gruppo Ciancio Sanfilippo a Palella Holdings dell’imprenditore italo-americano Salvatore Palella. L’operazione include la società editrice e la quota del quotidiano nella compagine dell’Ansa.
Per l’editore e direttore Mario Ciancio il 20 aprile 2015 la procura di Catania ha depositato la richiesta di rinvio a giudizio ipotizzando il reato di concorso esterno all’associazione mafiosa. Nell’avviso di conclusione delle indagini la procura di Catania sottolineava che “la contestazione si fonda sulla ricostruzione di una serie di vicende che iniziano negli anni ’70 e si protraggono nel tempo fino ad anni recenti” e “riguardano partecipazione ad iniziative imprenditoriali nelle quali risultano coinvolti forti interessi riconducibili all’organizzazione Cosa Nostra” e in particolare a un centro commerciale. Nel settembre 2015, il giornale sospende le pagine dedicate a Palermo e a Trapani. Il 21 dicembre 2015, il Gup di Catania, chiamato a decidere sulla richiesta di rinvio a giudizio di Mario Ciancio, lo proscioglie dalle accuse e l’indomani questi nomina il figlio Domenico (quarantunenne) condirettore del giornale. La Procura di Catania impugna però il decreto di proscioglimento davanti alla Corte di Cassazione, che lo annulla con rinvio. Nel giugno 2016 il Gup di Catania rinvia Ciancio a giudizio per l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa.
Il 24 settembre 2018 il tribunale di Catania ha disposto il sequestro del giornale La Sicilia, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia. In seguito al sequestro Ciancio si dimette dalla carica di Direttore, venendo sostituito da Antonello Piraneo.
Il 24 marzo 2020 termina l’amministrazione giudiziaria iniziata in seguito al sequestro, in virtù della sentenza della Corte di appello di Catania che dispone il dissequestro dei beni, restituendoli all’editore Ciancio, assolto dalle accuse.
Il 27 maggio 2025 Salvatore Palella acquisisce il giornale per una cifra non specificata.



