di ALBERTO FERRIGOLO
Ora le interviste “leggere”, sentimentali o pop del Corriere della Sera sono diventate un format. Con un richiamo in prima pagina ad hoc, dal fondo color carta da zucchero, con testatina “Le interviste”, e richiamo dei titoli di una o anche più delle stesse. Nel senso che vengono considerate a pieno titolo un valore aggiunto al prodotto generale, fatto d’interviste politiche, analisi, commenti, approfondimenti, inchieste, rubriche, firme autorevoli.
in pasto al lettore
La novità è stata introdotta in agosto con il colloquio con l’ex nuotatrice Federica Pellegrini, il giorno 17, dal titolo: “Perché insegno il nuoto a mia figlia”. Quel che colpisce, tuttavia, al di là della scelta dei soggetti intervistati, ora più ora meno rilevanti, è la titolazione che mette insieme frasi estrapolate in un patchwork di concetti buttati in pasto al lettore in una successione spesso priva di senso. “Fellini mi chiamava all’alba. Oggi cerco momenti mistici. L’umanità d’un tempo è sparita, i miei film no. Non potrei più farli”, rivela l’attore e regista Carlo Verdone. “Devo tutto al mago Zurlì. Heather Parisi? Talento sprecato. Farei il ministro dell’agricoltura. A Milano malcostume, non reati”, viene titolata l’intervista a Davide Rampello, regista tv, presidente della Triennale e direttore artistico. Il sottotitolo a centro pagina aggiunge il resto: “Mamma mi diede alla luce nello stesso letto dove nacque papà. Così con Silvio aprimmo Canale 5”. Pillole di curiosità per attrarre la lettura, anche se il tutto suona un po’ straniante. Ma sicuramente è voluto.
lacrime al provino
“Disincantati e liberali, io e Panatta amici veri. Gli chiedo delle sue conquiste, lui mi cucina la carbonara”, rivela nella titolazione il ministro della Giustizia Carlo Nordio, mentre Eleonoire Casalegno viene riassunta così: “Volevo fare la magistrata. Con Sgarbi fuoco e alcol, tra noi durò solo tre mesi. In tv ho saputo dire dei no”, mentre nel catenaccio si prosegue con “Mai fatto una dieta, piansi al primo provino. Raimondo? A lui confidai della mia gravidanza”. Elementi sparsi, senza colleganza alcuna.
Per l’intervista all’attore Jerry Calà la titolazione è la seguente: “Le vacanze dei miei film? Sono rimasti solo i figli di papà. Per me Zalone è il numero 1. Tra i miei amici anche Zaia”, mentre Francesco Bongarrà, giornalista anglo-siculo, Direttore dell’Istituto di cultura italiano a Londra, viene riassunto così: “Entrai al Times in spezzato, mi spedirono subito dal sarto. Intervistai il fratello di Ratzinger grazie al mio orecchio assoluto”. Mentre per la moglie del cantautore e voce tenorile Andrea Bocelli, Veronica Berti Bocelli, la titolazione suona così: “Vidi Andrea e mi sfidò sull’Opera. A 44 anni voleva andare in pensione. Gli dissi: sprechi un talento di Dio. Sogno un incarico istituzionale”. “A 81 anni mi sono risposato, ballo il tango e salto la cena. Le medicine per la longevità? Cibo, moto, meditazione”, viene titolata l’intervista a Franco Berrino medico epidemiologo.
motivo della sparizione
Sono alcuni titoli sparsi scelti, random, sul primo quotidiano d’Italia, nel corso del mese d’agosto. Poi si potrebbe anche indagare sui criteri di scelta dei personaggi, di come vengono fatti riemergere dall’oblio, quale sia l’appiglio, il criterio selettivo, perché farli parlare… Ma forse, come ironizza Il Giornalone di Luca Bottura pubblicato da La Stampa ogni domenica, “La buona notizia: Domani è il primo settembre e sui giornali finalmente cesseranno le interviste a quelli che se erano spariti ci sarà stato un motivo”. Anche se non è affatto detto.
(nella foto, il ministro Carlo Nordio e Adriano Panatta)





