Il manifesto, collaborazione occasionale con ritenuta d’acconto, anno 2019, euro 40. Corriere.it, occasionale con ritenuta d’acconto, anno 2022, euro 15. Un piccolo quotidiano in cooperativa è più generoso del più grande e diffuso quotidiano italiano.

I dati vengono da un nuovo sito che si chiama Lo Spioncino dei Freelance (www.lospioncinodeifreelance.it). Il progetto vuole dare informazioni sui compensi di chi fa informazione senza garanzie. 

Altri esempi. Corriere della Sera, edizione locale, 2022, euro 27. Calciomercato.com, 2002, euro 20. Rolling Stone Italia, 2021, euro 50. Wired, 2022, euro 50. Si sale, anche: Il Foglio, cessione di diritti d’autore, 2022, euro 80. Corriere della Sera, collaborazione occasionale, 2021, euro 350, Il Fatto quotidiano, 2021, euro 150. Inserto D-La Repubblica, 2019, euro 200.

strumento per negoziare

Quanto guadagnano i giornalisti freelance? Mediamente poco, ma parliamo di un mondo assai differenziato. Dipende molto da quale tipo di articolo fanno e da chi sono, perché freelance possono definirsi anche scrittori famosi. Nello Spioncino si trovano alcuni dati, ma non di che pezzi si tratti, né chi li abbia scritti.

Lo Spioncino dei Freelance è nato sul modello di Paye ta Pige (Paga il tuo freelance), sito francese che punta a fare chiarezza sui compensi dei giornalisti freelance nei media francofoni. Iniziative simili esistono per le testate tedesche e anglofone. Lo Spioncino vuole offrire anche ai giornalisti italiani uno strumento per aiutare a negoziare.

limite della legalità

Il sito è curato da Guia Baggi e da Francesco Guidotti, che spiegano: “Siamo convinti che questo genere di iniziative possa rappresentare un primo passo verso una maggiore trasparenza del settore. Può inoltre contribuire a tratteggiare un’immagine accurata della professione nel nostro Paese e a fare emergere situazioni di abuso: lavoro sottopagato, svalutato, al limite della legalità”.

Come Paye ta Pige, lo scopo del progetto è dare la possibilità ai freelance di farsi un’idea dei compensi offerti dai media in lingua italiana per servizi e articoli a partire dalle esperienze dei colleghi che ci hanno lavorato. E rendere pubblico il valore che viene riconosciuto alle notizie.

Le tariffe presenti sullo Spioncino vengono comunicate direttamente dalle persone coinvolte, giornalisti o redattori, tramite un modulo.

costi e sostegni

Non sempre -dicono i curatori- è possibile verificare minuziosamente le segnalazioni che arrivano. L’invito – se alcune informazioni riportate appaiono obsolete, errate, o non più rilevanti- è di scrivere qui: info@lospioncinodeifreelance.it.

Mettere insieme il progetto de Lo Spioncino dei Freelance -raccontano Baggi e Guidotti- ha richiesto molto tempo e il lavoro di diverse professionalità (giornalisti e giornaliste, avvocati, web-developer) e quindi dei costi. Per il 2022 circa 300 euro.

Chi vuole aiutare a pagare l’hosting, a rinnovare il dominio e a sostenere altre spese di gestione del sito, può contribuire con una donazione su PayPal.

I curatori ringraziano Nora Bouazzouni e Benjamin Hanneton di Paye ta Pige per il loro contributo fondamentale alla realizzazione di questo progetto; Giovanni Maria Riccio, Jacopo Purificati e Daniele Lo Iudice dello Studio E-Lex per il supporto legale.Un  ringraziamento anche a Giovanni Lorenzi e Federica Coretto per la partecipazione iniziale.

I siti ai quali Lo Spioncino si ispira, oltre che a Paye ta Page,  sono questi: Who Pay Writers, Usa, Was verdienen Journalisten?, Germany, Journo Resources–Freelance Rates, Uk, FreelancerPayGap di Anna Codrea-Rado.

1 commento

  1. Ma siamo sicuri che una piccola cooperativa che prende contributi governativi per il 50% cel suo bilancio e prende più contributi se spende di più nel costo del lavoro, sia confrontabile con chi contributi non ne prende ?
    L’incentivo della legge sul “pluralismo” è giusto ma il confronto non è ragionevole.

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