Segnalare ciò che è falso, mettere un’etichetta per indicare che si tratta di un messaggio da buttare e, in certi casi, da sanzionare ed eliminare. E’ l’dea lanciata dal Garante per la privacy, Antonello Soro, secondo il quale i cosiddetti soggetti indipendenti – come le Authority e l’Ordine dei giornalisti – possono essere incaricati di vigilare e aiutare a smascherare chi diffonde fake news, o messaggi costruiti con intgelligenze artificiali (chat bot).

Il professor Soro ha fatto la sua proposta durante l’audizione davanti alle Commissioni Cultura e Trasporti della Camera. Gli Ordini dei giornalisti, che sono istituzioni autonome previste dalla legge, oltre a mettere sotto procedimento i giornalisti, potranno partecipare a questa più generale attività di controllo. Segnaleranno gli abusi, che organi dello Stato potranno poi reprimere, affinché i canali Internet siano costretti ad eliminare i messaggi. Il Garante sollecita la creazione di una norma simile a quella esistente in Germania. Qui già da un paio d’anni sono previste multe fino a 50 milioni di euro per i soggetti web (Facebook, Twitter, YouTube) che non ottemperino all’obbligo di cancellare entro 24 ore i contenuti falsi, calunniosi o diffamatori. Da ricordare che le Commissioni parlamentari stanno discutendo sulla possibilità di istituire una commissione d’inchiesta sulla disinformazione via Web.