(G.L.) Dopo tre giorni di pressioni e polemiche, la Rai è intervenuta ufficialmente sul caso dell’intervista di Pierluigi Diaco ad Alberto Ravagnani.

Lo ha fatto con una nota firmata da Angelo Mellone, Direttore dell’Intrattenimento Day Time Rai, la sezione di cui fa parte il programma pomeridiano “BellaMa’”, al centro della vicenda.

“In relazione a quanto avvenuto nel corso dell’intervista ad Alberto Ravagnani durante la trasmissione ‘Bellamà’ del 3 novembre scorso” si legge nel comunicato, “la Direzione Intrattenimento Day Time esprime il proprio rammarico per l’accaduto, porge le scuse all’interessato e al pubblico per i toni di alcuni passaggi dell’intervista, risultati non adeguati ed eccessivi rispetto ai principi di garbo, equilibro e rispetto dell’interlocutore che devono contraddistinguere il linguaggio di servizio pubblico”.

“Resta ferma, naturalmente, la piena legittimità del porre domande anche incisive e scomode, nell’ambito del libero e doveroso esercizio del confronto giornalistico”, aggiunge Mellone: “Al Daytime abbiamo grande cura e attenzione verso il pluralismo culturale – e dunque la libera espressione delle opinioni di chiunque – e il rispetto della persona umana: questo rispetto vale tanto per la possibilità di un conduttore di svolgere il proprio lavoro secondo coscienza, quanto per un intervistato di rispondere a ciò che gli viene chiesto senza sentirsi oltremodo incalzato e a disagio”.

Poco prima, anche la Commissione Pari Opportunità dell’Ordine dei Giornalisti era intervenuta  sulla vicenda insieme a GiULiA giornaliste, annunciando un esposto al consiglio di disciplina competente:

“La Cpo del Cnog con GiULiA giornaliste stigmatizza il tono inquisitorio e assillante, usato dal giornalista professionista Pierluigi Diaco, in un’intervista all’ ex sacerdote Alberto Ravagnani, suo ospite nella trasmissione di Rai2 “BellaMa’. Il rispetto nei confronti delle persone è punto cardine del nostro codice deontologico, soprattutto quando tocca la sfera privata, tema che esula dall’interesse giornalistico. Invece Diaco in quell’intervista, aggressiva e giudicante, motivata da una sua presunta necessità di riportare la ‘verità’ sostanziale dei fatti, si è dimenticato di tutto quello che la nostra deontologia professionale ci indica. A cominciare dal dovere di attenersi al rispetto della persona, all’interesse pubblico della notizia, alla continenza espressiva”.

È del 4 novembre, invece, il comunicato del Comitato di redazione del Daytime Rai, della Cpo Rai e della Cpo Usigrai, che hanno espresso “solidarietà ad Alberto Ravagnani per quanto avvenuto”. “La libertà di porre domande, anche scomode, deve accompagnarsi al rispetto della dignità della persona e della sua sfera privata. Il disagio manifestato da un ospite richiede ascolto e sensibilità: l’insistenza su aspetti intimi non può diventare un elemento di spettacolo, né trasformarsi in un atteggiamento morboso e aggressivo nei confronti delle persone intervistate. Il Servizio Pubblico ha il dovere di garantire un confronto libero, rispettoso e mai umiliante”.

Nelle successive puntate di “BellaMa’” – così come in dichiarazioni ad AdnKronos e “Le Iene” – Diaco ha non ha ritenuto di scusarsi o rivedere la sua posizione, criticando invece la conduttrice Milly Carlucci, che ne aveva biasimato il comportamento verso Ravagnani, concorrente del suo show “Ballando con le Stelle”: “Curioso usare i mezzi della stessa azienda per regolare i conti”, ha detto il conduttore.

“Non mi aspettavo quello che sarebbe successo, l’ho trovato un attacco violento e scorretto ma scelgo di guardare avanti con serenità. Grazie a Milly Carlucci e alla squadra di Ballando non mi sono sentito solo”, ha dichiarato invece Ravagnani in un’intervista a Fanpage.

Nell’intervista al centro della bufera mediatica, Diaco ha chiesto con insistenza a Ravagnani, ex sacerdote e ora influencer e divulgatore, il suo orientamento sessuale e le sue esperienze sessuali, proseguendo con le domande malgrado il palese disagio dell’ospite.

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