(S.A.) Gli editori francesi hanno presentato un reclamo contro Google all’Autorità francese per la concorrenza per l’utilizzo dei contenuti giornalistici nelle risposte generate dall’Intelligenza artificiale del motore di ricerca. L’iniziativa, annunciata l’11 agosto 2026 dall’Alliance de la presse d’information générale (Apig), riguarda AI Overviews e AI Mode, le funzioni introdotte in Francia che possono mostrare una risposta elaborata dall’AI prima dei tradizionali link ai siti web.

Il cambiamento riguarda direttamente il modo in cui gli utenti trovano le notizie su Google. Con la ricerca tradizionale, dopo una domanda compaiono diversi risultati e l’utente sceglie quale sito visitare. Con AI Overviews e AI Mode, invece, Google può fornire direttamente una sintesi delle informazioni trovate online, utilizzando anche contenuti pubblicati dalle testate giornalistiche.

nessun negoziato

Secondo l’Apig, Google avrebbe introdotto queste funzioni prima di avviare negoziati specifici con gli editori. L’Alleanza sostiene che alle aziende editoriali sia stato proposto un aggiornamento dei contratti di licenza già esistenti, mentre l’alternativa sarebbe stata un ritiro tecnico con possibili conseguenze sulla visibilità delle testate nei risultati di ricerca.

La controversia riguarda i diritti connessi, introdotti in Francia con la legge del 24 luglio 2019, che ha recepito la direttiva europea in materia. Le norme riconoscono agli editori diritti economici sull’utilizzo online dei loro contenuti da parte delle piattaforme digitali.

impegni assunti

Il rapporto tra Google e la stampa francese era già stato esaminato dall’Autorità per la concorrenza. Nell’aprile 2020 era stato imposto alla società di negoziare in buona fede con editori e agenzie di stampa. Nel 2022 Google era stata multata per 500 milioni di euro per il mancato rispetto di alcuni obblighi. Sempre nel 2022, la società aveva poi assunto nuovi impegni sulla negoziazione dei diritti connessi, basati anche su trasparenza e non discriminazione.

Con il nuovo reclamo, l’Apig chiede all’Antitrust di verificare se l’introduzione di AI Overviews e AI Mode rispetti quegli impegni. Secondo gli editori, anche l’impiego degli articoli per produrre risposte attraverso l’Intelligenza artificiale dovrebbe essere autorizzato e accompagnato da una specifica remunerazione.

tra 33 e 38 per cento

C’è poi il problema del traffico verso i siti di informazione. Se l’utente trova direttamente su Google la risposta che cerca, potrebbe non aprire il sito della testata che ha pubblicato l’informazione. L’Apig cita una stima dell’Arcom, l’Autorità francese di regolamentazione della comunicazione audiovisiva e digitale: nei mercati europei dove questi servizi sono già disponibili, tra il 33% e il 38% della perdita di traffico sarebbe attribuibile ai riepiloghi generati dall’intelligenza artificiale.

“Il fatto che l’Intelligenza artificiale venga sviluppata a partire da contenuti giornalistici significa una cosa sola: queste informazioni hanno un valore considerevole”, ha dichiarato Marc Feuillée, presidente dell’Apig. “Gli editori non chiedono di fermare l’innovazione. Chiedono che questo valore venga condiviso e che l’utilizzo delle loro opere venga remunerato, come previsto dalla legge. In assenza di negoziati equi e trasparenti, porteremo la questione alle autorità competenti per l’applicazione della legge”.

commissione europea

Il confronto tra editori e piattaforme riguarda anche altre società tecnologiche. L’8 luglio 2026 l’Autorità francese per la concorrenza, dopo una denuncia presentata dall’Apig nel settembre 2025, ha adottato quattro misure cautelari nei confronti di Meta. Nel dicembre 2025 anche la Commissione europea aveva avviato un’indagine per verificare se Google avesse violato le norme sulla concorrenza utilizzando contenuti pubblicati online da media e altri editori per i propri servizi di intelligenza artificiale senza un’adeguata remunerazione.

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