Sulla triste vicenda di Abderrahim Fakir, morto al quartiere Pilastro di Bologna durante l’intervento della Polizia, il Tg regionale non trasmette il servizio. Il Comitato di redazione, insieme a Usigrai, Aser e Fnsi, protesta contro la scelta della direzione. 

“Nell’edizione serale della Tgr Emilia-Romagna -si legge in un comunicato- il servizio dedicato ad Abderrahim Fakir, non è stato trasmesso per decisione del Direttore della testata. A realizzare il servizio era stato inviato un redattore esperto della redazione di Bologna. Il montaggio mostrava le immagini e la voce dell’uomo immobilizzato e colpito dagli agenti mentre chiedeva ripetutamente aiuto, immagini che da ore circolavano sul web e sulle principali testate e che oggi sono l’apertura di tutti i principali quotidiani. Il giornalista inviato sul posto ha inviato il servizio in visione al responsabile di line di turno, che gli ha chiesto -su indicazione della direzione- di rimuovere parte del video in cui si vedeva Fakir ormai senza vita e soprattutto cancellare l’espressione ‘intervento violento’”. Una modifica non condivisa dal redattore, che ha chiarito di voler ritirare la firma, come previsto dal contratto”. 

“trAttative in corso”

Il servizio è stato inviato alle 19.13, quindi 24 minuti prima della messa in onda del Tg la cui sigla parte alle 19.37. Nel corso del telegiornale il servizio, che era stato annunciato dal primo titolo, è stato fatto slittare, comunicando man mano alla line di turno che “erano in corso trattative per la messa in onda”. Fino a quando, a telegiornale iniziato da 12 minuti, è stata consegnata alla conduttrice una breve notizia da leggere accompagnata da una breve parte del video.

“Il Direttore -dice ancora il comunicato- avrebbe potuto dare indicazione di tagliare parti del servizio e contestualmente togliere la firma del collega, ma la scelta di non mandarlo in onda del tutto e di trasmettere solo due spezzoni delle immagini, che erano ormai online e in onda dappertutto, è un autogol. La scelta della direzione squalifica la credibilità e l’autorevolezza della Tgr e del Servizio Pubblico. Le immagini e le voci raccolte dal giornalista e dalla troupe regionale sono state poi utilizzate dal Tg1 per un proprio servizio, ma non è stato possibile mostrarle ai telespettatori dell’Emilia-Romagna. Anche sul sito web gli spezzoni del video dell’intervento di Polizia non sono apparsi fino a oltre le 22:30, quando è stato inserito -al posto del servizio del collega- un redazionale”.

“orario incompatibile”

A richiesta di spiegazioni del Cdr, il Direttore ha affermato che nel servizio mancava la posizione della questura di Bologna. La nota stampa della Polizia è stata inviata alle 19.22 (orario incompatibile con l’inserimento nel servizio montato) e poteva essere letta dalla conduttrice al termine del pezzo. 

E’ stato poi contestato il fatto che il collega avesse riportato che la vittima era asmatica, senza che fosse riferito in voce dai familiari o accertato da cartella clinica, oltre ai passaggi sulle ecchimosi, sul sanguinamento e sul trascinamento del corpo.

racconto verificato

L’Ordine dei Giornalisti dell’Emilia-Romagna condivide le preoccupazioni dei colleghi della redazione della Tgr Emilia-Romagna: “Al centro della professione giornalistica c’è un principio fondamentale: il diritto dei cittadini a conoscere i fatti. Il giornalista è colui che osserva, verifica, raccoglie testimonianze, documenta ciò che accade e restituisce alla collettività una realtà che altrimenti rischierebbe di rimanere invisibile. Questo compito assume un valore ancora maggiore quando si raccontano episodi che coinvolgono l’esercizio del potere pubblico, la sicurezza, la vita e la dignità delle persone. Le immagini e le testimonianze raccolte sul campo dai giornalisti rappresentano un patrimonio informativo che deve essere valutato con rigore professionale, attenzione alla completezza e rispetto delle persone coinvolte, ma non può essere sottratto al confronto pubblico senza una motivazione coerente con il ruolo del servizio pubblico e con la funzione stessa del giornalismo.  L’Ordine dell’Emilia-Romagna auspica che la vicenda venga chiarita attraverso un confronto trasparente, nel rispetto dei ruoli e delle responsabilità di ciascuno. In una società in cui immagini e notizie circolano rapidamente attraverso molteplici canali, il ruolo del giornalismo professionale è sempre più rilevante: non quello di inseguire il rumore della rete, ma di offrire ai cittadini un racconto verificato, contestualizzato, responsabile e consapevole della realtà”.

Solidarietà ai colleghi Tgr è stata espressa dall’Ordine nazionale.

(nella foto, Abderrahim Fakir e la scena del delitto)

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