Il tifoso di calcio è una vittima predestinata. Avendo contratto una specie di malattia, non potendo cioè sopravvivere senza guardare le partite della propria squadra, viene sottoposto ad angherie e taglieggiamenti.
Dal marzo 2021 in Italia la quasi esclusiva della serie A è stata affidata dalla Lega calcio a Dazn, che ha prevalso su Sky. Da quel momento la vita già grama del tifoso è cambiata in peggio. Un po’ perché le trasmissioni Dazn non sempre sono ineccepibili dal punto di vista tecnico. L’Autorità per le comunicazioni (Agcom) in un suo provvedimento ha sostenuto che “al fine di tutelare il diritto degli abbonati di vedere garantita in modo soddisfacente senza interruzioni ciascuna partita, sono stati definiti parametri di qualità oggettivi, soglie e criteri per gli indennizzi da corrispondere in caso di disservizio e si è proceduto alla quantificazione degli stessi”. In realtà ottenere rimborsi da Dazn è estremamente complicato.
assistenza insufficiente
Con un secondo provvedimento, Agcom ha intimato alla società di adottare “ogni necessaria misura ai fini del rispetto dei diritti dell’utenza, implementando un servizio di assistenza clienti efficace ed efficiente, che prevedesse la possibilità di un contatto diretto con una persona fisica, oltre ad ogni accorgimento di natura tecnica funzionale a prevenire i malfunzionamenti della propria piattaforma di origine del segnale televisivo trasmesso”. Agcom ha ritenuto insufficienti le iniziative poste in essere dalla società sia per quanto riguarda la struttura del sistema di assistenza clienti che la qualità delle trasmissioni delle partite in live streaming proponendo al Consiglio l’avvio di un procedimento sanzionatorio.
Inoltre -dato il quasi monopolio- il tifoso è entrato in un incubo di aumenti dell’abbonamento, anno dopo anno, assai superiori a quelli dovuti all’inflazione e che non corrispondono affatto a miglioramenti del servizio.
licenziati in gruppo
Anzi, due anni fa Dazn si è anche liberata di circa metà dei giornalisti, offrendo quindi una copertura meno completa degli eventi.
Vediamo nel dettaglio. L’offerta Dazn Full, che prevede serie A e principali altri sport, pagata in una sola rata annuale nel 2023 ammontava al prezzo “civetta” di 299 euro. Nel 2024 è salita a 319 euro, più 6,7 per cento. Nel 2025 arriva a 359 euro, più 12,5 per cento. Nel 2026 eccoci a 379 euro, più 5,5 per cento. Dal 2023 al 2026 l’aumento è al 26 per cento. L’inflazione, nello stesso periodo, è stata del 10,2 per cento, meno della metà.
“Costante dedizione”
Nella lettera mail in cui spiega al povero utente perché lo svenerà un altro poco, Dazn scrive di aver “voluto confermare la nostra costante dedizione nell’evolvere la tua esperienza di streaming, rendendola sempre più completa e immersiva”. E parla dunque degli “storici accordi con la Fifa, per la trasmissione del Mondiale per Club Fifa 2025 e della Coppa del Mondo Fifa 2026 e per l’integrazione di Fifa+, con il recente ampliamento dell’offerta volley e con il debutto su Dazn, insieme ai canali Eurosport, dell’intrattenimento frutto della partnership con Warner Bros. Discovery”. Quindi, per prestazioni che non aveva chiesto, il tifoso pagherà un costo del piano (Dazn Full Annuale con pagamento in un’unica soluzione e con rinnovo automatico) di 379 euro all’anno”.
Se il tifoso non concorda “con le modifiche contrattuali sopra riportate, necessarie a causa del permanere delle attuali condizioni di mercato”, potrà recedere dal servizio Dazn senza penali o costi di disattivazione entro 60 giorni dalla data della presente comunicazione.
Ben gentili!
alternativa bar
L’unica vera soluzione per il tifoso è dedicarsi ad altre passioni, come l’ikebana o i puzzle, perché tutte le partite può vederle solo su Dazn e se va in un bar con abbonamento Dazn gli costerà ancor di più, visto che sarà obbligato a consumare.
Dazn è di proprietà di Sir Leonard Valentinovich Blavatnik, imprenditore e produttore cinematografico britannico, di origine ebraica, nato in Ucraina. Blavatnik ha fatto fortuna attraverso investimenti diversificati in una miriade di società con la sua conglomerata Access Industries. Nel 2022 la rivista Forbes lo ha indicato come una delle persone più ricche al mondo, con un patrimonio netto stimato di 31,1 miliardi di dollari. Blavatnik è anche filantropo, in particolare nei confronti dei poveri di Israele.
(nella foto, Len Blavatnik con le modelle Cailin Russo ed Heidi Klum)





