La Ragione, testata europeista e liberale – che ha chiuso i battenti il 2 giugno scorso dopo cinque anni esatti di attività – avrebbe avuto per ben 44 mesi un direttore responsabile, Fulvio Giuliani, non iscritto all’Albo dei giornalisti. Una circostanza vietata dalla legge e dall’Ordine professionale.
A denunciarlo è stato Vittorio Pezzuto, caporedattore del quotidiano, intervenendo il 20 luglio all’Assemblea dei soci della cooperativa “La Ragione – Le ali della libertà”, riunitasi in seduta straordinaria per deliberare lo scioglimento anticipato della medesima e la nomina di un liquidatore. La cessazione delle pubblicazioni non ha avuto strascichi economici. Il principale socio finanziatore, la fondazione Stichting Social Sport, emanazione del gruppo Orlean Invest Holding di Gabriele Volpi, avrebbe infatti compensato tutti i dipendenti e i collaboratori. Ma a calare come un macigno sull’adunanza è stata, appunto, la durissima e inattesa relazione di Pezzuto.
nome assente
Messo in sospetto dall’assenza del nominativo di Fulvio Giuliani nell’Albo unico nazionale dei giornalisti, “notata del tutto casualmente”, il cronista si è rivolto all’Ordine della Lombardia. La risposta ufficiale gli è giunta via Pec in data 21 maggio 2026: Giuliani non risultava iscritto da tempo all’Ordine dei giornalisti. Una seconda Pec ha poi precisato la data esatta della cancellazione, 25 ottobre 2022, e quella della successiva re-iscrizione, avvenuta nella seduta del Consiglio del 23 giugno 2026, ovvero 21 giorni dopo la chiusura de La Ragione. Quindi i conti e la denuncia di Pezzuto: “Il quotidiano La Ragione ha distribuito in edicola e online 1.290 numeri complessivi. Di questi appena 363 (28,14% del totale) risultano in regola con quanto stabilito dalla Legge sulla stampa n. 47 del 1948; i rimanenti 927 (71,86%) sono stati invece firmati da un non giornalista, che ha quindi commesso il reato di esercizio abusivo della professione (art. 348 del Codice penale). Impossibile che la circostanza della cancellazione dall’Ordine non fosse conosciuta da Fulvio Giuliani”.
firme necessarie
Nella relazione Pezzuto spiega anche come il Direttore, nell’ottobre del 2024, avrebbe negato a una collaboratrice le firme necessarie al riconoscimento della qualifica di pubblicista, parlando di un “problema burocratico relativo alla mia registrazione all’Ordine”. In altre due occasioni –settembre 2023 e febbraio 2024– Giuliani avrebbe invece firmato il modulo richiesto da due praticanti, dichiarando espressamente di “essere iscritto all’Ordine e commettendo per due volte”, sempre secondo Pezzuto, “il reato di falso in atto pubblico”.
consiglio di disciplina
L’ex caporedattore spiega di aver segnalato il tutto all’organismo di vigilanza della società, che entro 90 giorni dovrà per legge rivolgersi ai membri ancora in carica del Cda e segnalare, in caso, la situazione di illegalità. “Certo in questa vicenda”, continua, “va chiarita la grave responsabilità del presidente dell’Ordine della Lombardia, Riccardo Sorrentino, per non aver vigilato, avendo, in quanto pubblico ufficiale, l’obbligo di denunciare per iscritto e senza ritardo all’autorità giudiziaria (o a un ufficiale di polizia giudiziaria) i reati di esercizio abusivo della professione e di falso in atto pubblico. Ho inviato una segnalazione al Consiglio di disciplina dell’Ordine della Lombardia, e se non avrò soddisfazione, ricorrerò come previsto al Consiglio di disciplina dell’Ordine nazionale. Giuliani era anche amministratore della nostra società e ha rotto in maniera inequivocabile e continuata il rapporto di fiducia con il socio sostenitore, gli altri membri del Cda, l’assemblea dei soci e l’intera redazione del quotidiano. Questa profonda ferita porterà con sé un grave danno reputazionale sia al quotidiano La Ragione sia alle decine e decine di persone che vi hanno scritto in questi cinque anni”.
legge e lampadina
Ascoltato da Professione Reporter, Vittorio Pezzuto si è detto intenzionato a portare avanti questa “battaglia di verità e legalità fino in fondo”. A suo dire, l’Ordine della Lombardia, con la re-iscrizione di Giuliani del giugno 2026, avrebbe espresso l’intenzione di “sanare l’illegalità in maniera retroattiva, mettendo una pietra sulla lacuna temporale. Ma il rispetto della legge non è una lampadina che si può spegnere e riaccendere a piacimento”.
Fulvio Giuliani, 56 anni, nato a Napoli, inizia la sua carriera nel 1997 come speaker di RTL 102.5, superando poi l’esame da professionista nel 2000. Negli anni conduce diversi programmi radiofonici e televisivi ed è spesso ospite in tv come opinionista. Il 2 giugno 2021 fonda il quotidiano La Ragione insieme a Davide Giacalone, rivestendo fin dall’inizio la carica di Direttore responsabile, con Giacalone direttore editoriale. Quando il giornale ha interrotto la distribuzione del cartaceo, il 2 giugno, la direzione aveva promesso ai lettori che avrebbe proseguito la propria attività online. Tuttavia, sia il sito internet che le pagine social della testata risultano fermi a quella data.
Pezzuto racconta che Fulvio Giuliani, presente all’assemblea, ha ascoltato l’intera relazione, ma è rimasto in silenzio e non ha chiesto la parola.
(nella foto, Fulvio Giuliani)





