Dal 1° giugno Mattia Feltri, non scrive più il “Buongiorno” in prima pagina in basso su La Stampa. Primi effetti del cambio di proprietà da John Elkann al Gruppo Sae. 

La rubrica di commento ai fatti del giorno, molto seguita, veniva replicata sull’Huffington Post di cui Feltri, proveniente da La Stampa, è Direttore dall’aprile 2020. Le due testate appartenevano alla stessa scuderia, ora non più, poiché Huffington ha seguito con Gedi il destino de la Repubblica, venduta al Gruppo greco Antenna. Quindi la pubblicazione in contemporanea non è più possibile. 

“Buongiorno” è stata dunque sospesa, in attesa -a partire dal 1° luglio- di decisioni del nuovo Direttore de La Stampa, Antonio Di Rosa. Di Rosa potrebbe fare a Feltri un nuovo contratto, ma sarebbe singolare un Direttore che tiene una rubrica sul giornale di un’altro proprietario. Oppure, Feltri potrebbe tornare “a casa”, a La Stampa, dove ha scritto per 15 anni dal 2005, assunto da Marcello Sorgi su indicazione di Massimo Gramellini. Gramellini su La Stampa dal 1999 scriveva proprio il “Buongiorno” in prima pagina. Quando nel 2017 si è trasferito al Corriere della Sera, Feltri è diventato l’erede.

Ultima ipotesi, il fogliettoncino di prima pagina scompare come in questi giorni, o cambia mano, in onore della intenzione di Di Rosa e di Leonardis, Presidente e Ad di Sae di tagliare i collaboratori.

6 Commenti

  1. Mi spiace non poter leggere quotidianamente su La Stampa i commenti di Mattia Feltri: fine, ironico, sagace, non sempre condivisibile dal sottoscritto; valuterò se leggerlo a pagamento su Huff Post: d’altra parte l’informazione, se la si vuole libera, ha anche un costo. Fino ad ora “scroccavo” al bar le riflessioni di Mattia con un caffè, d’ora in poi qualche caffè in meno ma qualche pizzico di informazione in più oltre alle storiche, “Radio3Mondo” e “Prima pagina” di Rai3.

  2. Mi dispiace molto rinunciare al Buongiorno di Mattia. Lo cercherò e spero di potere continuare a leggerlo da qualche parte. Era una goduria, a volte amara

  3. Senza il Buongiorno di Mattia Feltri, la Stampa perde molto. Non sempre condividevo le sue idee,ma erano comunque argomentate con ironia . Il quotidiano per me è un rito ,leggo la Stampa e il Secolo XIX da quando ero bambina, vedrò se cambiare o no..

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