Un corsivo anonimo a pagina 41 de la Repubblica di venerdì 5 giugno. Per attaccare un collaboratore della Cultura del quotidiano, lo scrittore Paolo Di Paolo, colpevole di aver escluso lo scrittore Erri De Luca dall’evento inaugurale di Salerno Letteratura. De Luca nei giorni scorsi si era dichiarato sionista e aveva negato che Israele stia compiendo in Palestina un genocidio.

La Direzione di Repubblica, oltre a pubblicare il corsivo, ha fatto saltare due pagine su Salerno Letteratura che erano pronte per uscire su Robinson, l’inserto culturale della domenica. 

Il Comitato di redazione ha reagito con un comunicato per criticare il metodo (corsivo anonimo, che coinvolge tutta la redazione) e per esprimere solidarietà a Di Paolo. 

“apparato digerente”

“Abbiamo letto con sorpresa- dice il corsivo anonimo- le parole con cui Paolo Di Paolo, condirettore del Festival Salerno Letteratura ha spiegato la decisione di cancellare la prevista prolusione di Erri De Luca. ‘Dopo le sue prese di posizione su Gaza non era facile fare finta di nulla’, ha detto Di Paolo. Le posizioni di De Luca erano note anche prima dell’invito, ha ammesso il condirettore, tuttavia ‘articolare in quel modo non è la stessa cosa’. In effetti quanto siano decisivi i tempi e l’articolazione di un concetto lo testimonia platealmente proprio Di Paolo che in un post del 26 maggio, poco più di una settimana fa, si scagliava contro la persecuzione a De Luca biasimando che il legittimo dissenso rispetto a un’opinione potesse trasformarsi in ‘stupida ferocia’: ‘Che c… di immaginario abietto e nazista abbiamo digerito?’, si domandava il Di Paolo 1. Pochi giorni ed entra in scena il Di Paolo 2, dotato di minore tolleranza ma, in compenso, di un formidabile apparato digerente”.

non firmato

Il Comitato di redazione ha risposto con un messaggio sui social e a tutta la redazione: “Sull’edizione di ieri del nostro giornale è comparso ancora una volta un corsivo non firmato nel quale vengono espresse opinioni su fatti che riguardano il dibattito pubblico. Nei giorni precedenti e nei mesi scorsi c’erano stati casi analoghi per questioni sportive. Senza entrare nel merito delle opinioni espresse, c’è una questione di metodo che ci preme come rappresentanza sindacale. Esprimiamo perciò un forte disagio di fronte a tale modo di utilizzare il giornale: questi commenti non firmati danneggiano l’immagine di tutta la redazione, visto che addirittura si utilizza il plurale maiestatis, e talvolta sembrano mossi più da questioni personali che altro. Nello specifico, il corsivo non firmato di ieri prendeva di mira Paolo Di Paolo, storico collaboratore delle pagine culturali (e non solo di quelle) di la Repubblica. Il collega scrittore è stato messo alla berlina pesantemente e questo ha suscitato, e sta suscitando ancora oggi, molte dure prese di posizioni contro la Repubblica su tutti i social”. 

“piena responsabilità”

Il Cdr “è amareggiato di fronte a questo tipo di azioni e auspica un chiarimento in merito con la direzione. Sarebbe auspicabile che, per chiarezza verso i lettori e la redazione stessa, e al netto di antiquate usanze – sappiamo bene che gli articoli non firmati sono riconducibili alla direzione – ognuno firmasse ciò che scrive, assumendosene piena responsabilità. Esprimiamo quindi e infine pubblica solidarietà a Paolo Di Paolo”.

Due corsivi anonimi erano usciti nelle scorse settimane per difendere l’allenatore Allegri nei confronti della dirigenza del Milan calcio.

(nella foto, Paolo Di Paolo)

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