Circa seicento mail inviate a deputati e senatori. Risposte: tre.
Il mittente è il Coordinamento lavoratori e pensionati poligrafici iscritti al Fondo Casella.
“Gentile deputato/a senatore/trice, -così comincia la lettera- è trascorso un anno e mezzo da quando lavoratori e pensionati poligrafici del Fondo Fiorenzo Casella hanno appreso quale fosse il destino che Fieg e sindacati intendevano riservare loro. Un destino scritto nero su bianco nell’accordo di autoliquidazione firmato dalle parti istitutive il 2 dicembre 2024, mai condiviso con i diretti interessati, che hanno versato obbligatoriamente per legge parte del loro stipendio per tutta la loro vita lavorativa”.
L’accordo -spiegano è riassumibile in due operazioni, “entrambe lesive dei diritti, della dignità e delle condizioni economiche di migliaia di lavoratori e pensionati: contribuzione falcidiata per i primi, assegno pensionistico cancellato, già decurtato da più di un decennio dell’88%, per i secondi. Un disegno che si è arenato nelle secche della sua stessa contraddittoria iniquità e sugli scogli semisommersi delle responsabilità, portati in superficie dai dubbi, dalle perplessità, dal palpabile sconcerto che ha connotato le considerazioni e le domande poste dal Presidente Alberto Bagnai e dai membri della ‘Commissione di controllo enti gestori previdenza obbligatoria’ nelle tre sedute convocate nel corso dell’ultimo anno per audire la presidente facente funzioni di Covip Francesca Balzani, il commissario straordinario Eugenio Ruggiero, il presidente in carica di Covip Mario Pepe”.
Al disegno si è opposto un gruppo di lavoratori organizzatosi nel Coordinamento Lavoratori e Pensionati del Fondo Casella, che richiamano le Istituzioni al dovere di osservanza dell’articolo 38 comma 4 della Carta Costituzionale e chiedono la confluenza in Inps del Fondo: “Il tempo delle analisi, delle discussioni, delle obiezioni, delle contrapposizioni è trascorso ed è stato proficuo. Chiara la materia del contendere, chiare le responsabilità e chiari soprattutto gli impegni in carico alle Istituzioni. È arrivato il tempo di tirare le somme e il Parlamento è la sede istituzionale chiamata ad avallare la soluzione legislativa che il Governo ha il dovere di elaborare facendosi carico delle responsabilità, anche pregresse, di competenza del Ministero del Lavoro e dell’organo di vigilanza”.
Con la crisi del Fondo Casella è svanita la previdenza integrativa di 14 mila poligrafici.





Mio marito era un poligrafico del Secolo XIX di genova
Dopo tanti anni di contributi ha visto la sua pensione decurtata fino a
Riscuore 50€ al mese, sight.
Alla sua morte mi è stata rifiutata la reversibilità, se questa è giustizia, ditemi cosa è
All’inizio era obbligatorio e noi poligrafici eravamo lieti di versare la quota al fondo pensione pensando che quando si andava in pensione si poteva usufruire di una integrazione alla pensione inps ora chiedo ai politici se ci fossero loro alle nostre condizioni cosa farebbero?