L’ipotesi di accordo del 2 dicembre 2024, sottoscritto da sindacati e Fieg, che prevedeva l’interruzione delle pensioni per 11mila lavoratori poligrafici e il passaggio al fondo Byblos dei pochi rimasti del settore poligrafico, non è il solo strumento possibile per risolvere la crisi.

E’ quanto emerso -spiega un comunicato del Coordinamento nazionale dei lavoratori iscritti al Fondo Casella- dall’audizione del commissario straordinario del Fondo Casella Eugenio Ruggiero e del Presidente Covip Mario Pepe di fronte alla Commissione parlamentare di controllo sull’attività degli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza sociale, presieduta da Alberto Bagnai. 

L’audizione si è svolta il 26 marzo. E’ emerso che “l’accordo, mai sottoposto alla verifica dei lavoratori e dei pensionati, altro non è che un ipotesi di accordo. E soprattutto, che il tavolo con il ministero del Lavoro e Inps per discutere delle modalità e dei costi del passaggio in Inps delle posizioni di tutti gli iscritti al Casella, è ancora aperto e aspetta la calendarizzazione. Manca ancora la sicurezza che le cosiddette parti sociali, abbandonino l’autoliquidazione, ma un passo è stato fatto verso il superamento di un accordo anticostituzionale e lesivo dei diritti di tutti gli iscritti”.

Per riaffermare il diritto a veder salvaguardati i soldi versati obbligatoriamente al Casella ci sarà una manifestazione a Roma e Milano il 9 aprile

La discussione ha visto la partecipazione informata degli onorevoli e dei senatori Annamaria Furlan, Mario Occhiuto, Daniela Dondi, Celestino Magni, Elisa Pirro, Giorgio Lovecchio, Paola Mancini.

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