Innanzitutto voglio sottolineare come in maniera encomiabile Professione Reporter abbia ricordato lo scandalo dei 49 milioni della Lega. Vero giornalismo, mentre tutta la stampa, in occasione della scomparsa di Bossi, ha liquidato la vicenda, in cui anche Bossi c’entrava e come, in due righe, vaghe, sfumate, tipo presunti illeciti, coinvolto in una inchiesta ecc.ecc.
Oltre a questo, sono rimasto stupito, sorpreso, per come la stragrande maggioranza dei quotidiani ha trattato la scomparsa di Bossi e la sua vicenda politica. Per diretta conoscenza, parlo del Corsera, Repubblica, La Stampa. Un coro di Bossi democratico, antifascista, innovatore della politica nazionale, sì vabbè a volte esagerava ma che volete lui era fatto così, ma su, il senatur era franco, simpatico. Ora capisco che di fronte alla morte ci sia rispetto, le polemiche e le critiche vadano sopite. E tuttavia non si possono
cancellare del tutto, non raccontare e ricordare fatti concreti e dichiarazioni di Bossi.
Il capo della Lega antifascista? Ma nel 1994 non ha fatto il governo con Berlusconi e Fini, leader di Alleanza Nazionale, ex Msi? Salvo poi andare alla imponente manifestazione milanese per il 25 aprile dicendo che lui era antifascista, pigliandosi giustamente un fracco di insulti e pernacchie. Sì lo so, qualche giornalista si è arrampicato sugli specchi spiegando come l’Umberto si era presentato al Nord solo con Berlusconi mentre al Sud il cavaliere si era unito a Fini. Stupendo, se non è zuppa è pan bagnato. Alla fine nel governo, insieme a Fini c’erano anche i ministri della Lega.
Poi Bossi si è sfilato e ha fatto cadere il primo governo Berlusconi. E come dimenticare che ha riempito di accuse Berlusconi, dandogli di complicità con la mafia ecc.
Bossi di sinistra. Ma da quando la Lega è apparsa e negli anni a venire lui e i suoi fidi non hanno fatto altro che attaccare il Pci prima e i Ds poi. Piccola notazione: quando Bossi si è sfilato eccolo diventato una costola della sinistra, D’Alema dixit. Però adesso D’Alema, in una lunga intervista al Corriere della Sera dice di non averlo mai detto. No, io ho detto costola del movimento operaio. Resta il dubbio, D’Alema nega o allora i giornalisti hanno travisato le sue parole?
E poi tutto il resto. Stringiamo. Le farneticazioni della secessione, col tricolore ci puliamo il c…, macché Fratelli d’italia, l’inno della Padania è “Va’ pensiero” (povero Verdi), ce l’abbiamo duro, attenti che nella Padania abbiamo pronte tremila doppiette ecc.ecc. sguaiataggini, volgarità. Questo sarebbe innovare la politica italiana. Mah… forse il Grillo del vaffa e tutto il resto del grillismo ha imparato bene dal capo della Lega.
E il razzismo, i meridionali ladri che si mangiano i soldi del Nord, parassiti, sporchi brutti e cattivi. E poi questi negri che ci invadono. A proposito, ma il senatur non ha fatto la Bossi- Fini sulla emigrazione?
E infine Roma Ladrona, tutti questi partiti che rubano. E già, ecco la storia dei 49 milioni accaparrati dalla Lega, così ben ricordata da Professione Reporter, vicenda a cui Bossi non era estraneo, con tutti gli annessi e connessi, compresi i familiari. Ma nessuno dei grandi giornali ne ha parlato.
Diamine, Bossi è stato anche altre cose, d’accordo. Luci e ombre. Il fatto è che delle ombre ne hanno parlato poco o niente. Va detto, a onor del vero, che questo problema lo ha affrontato Flavia Perina su La Stampa, meritoria eccezione.
Io non giudico nessuno, non dò pagelle. Per fortuna c’è libertà di stampa, di opinioni e idee. Ottantenne, 35 anni da giornalista, mi limito solo a osservare che quando ho iniziato a lavorare giovanissimo e ancora studente universitario della Facoltà di Lettere dell’Ateneo di Roma, i vecchi cronisti mi insegnavano una cosa molto semplice: scrivi tutto quello che vedi e senti senza omettere e tacere nulla, altrimenti non fai un articolo completo e non informi il lettore e non gli fai un bel servizio.
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