“L’altro telegiornale”. Così era anche noto, all’inizio della sua storia, il Tg2 della Rai, che il 15 marzo 2026 compie 50 anni di vita e li celebra con un documentario e una serie di iniziative. L’alternativa giornalistica alla Rete Uno nacque nel 1976 sotto la guida di Andrea Barbato. Un intellettuale prolifico che fu anche scrittore e politico socialista. 

L’ambizione era fornire un prodotto più colloquiale e dinamico, con maggiori libertà di linguaggio e di stile, in linea con il Secondo Canale e con lo spirito, ad esempio, dei programmi di Renzo Arbore. Uno studio “aperto”, ospiti, dibattiti, lunghe dirette. E una sensibilità, appunto, verso le istanze laiche e socialiste. Negli anni seguenti il timone fu preso da Ugo Zatterin e poi da Antonio Ghirelli e Alberto La Volpe. A condurre per primo l’edizione serale fu uno dei giornalisti e divulgatori più stimati della storia italiana: Piero Angela. “Buonasera, come sapete comincia questa sera una nuova formula”, disse.

conferenza stampa

“Era un’altra epoca, per l’informazione, per il pluralismo e per il servizio pubblico”, ha ammesso l’attuale Direttore Antonio Preziosi alla conferenza stampa di presentazione degli eventi. E infatti, a ben vedere, gli anni si sentono tutti, in particolare nel progressivo calo degli ascolti e in una certa crisi identitaria. Preziosi, tuttavia, si è mostrato ottimista: “Forti di questa eredità, cerchiamo di rinnovare il patto con i telespettatori per provare a essere ancora all’altezza della nostra storia con un’informazione forte, chiara, immediata, credibile, concreta e dalla parte di chi ci ascolta”.

logo temporaneo

La conferenza stampa, moderata da Incoronata Boccia, Direttrice dell’Ufficio Stampa Rai, si è svolta il 10 marzo nella sede di Via Asiago. Con l’occasione è stato presentato il nuovo logo temporaneo – accanto al simbolo, il numero 50 con sfumature d’oro -, che verrà utilizzato per tutto il 2026. Inoltre, è stato proiettato un estratto del documentario “Tg2: 50 anni di notizie”, realizzato da Rai Documentari in collaborazione con Rai Teche. Un racconto che ripercorre, attraverso immagini d’archivio, interviste e testimonianze esclusive, il mezzo secolo del secondo telegiornale. Fra le voci presenti, oltre a vari redattori, anche quelle di Alberto Angela, Renzo Arbore, Paolo Garimberti, Lilli Gruber, Carmen Lasorella, Enrico Mentana, Clemente Mimun, Luciano Onder e Fiorello. Proprio lo showman, particolarmente legato a Rai2, ha fatto un’incursione a sorpresa in via Asiago per porgere i suoi auguri: “Io ho un’età e me lo ricordo. Siete stati sempre avanti, adesso un po’ meno…”, ha scherzato.

puntata speciale

Fra le altre iniziative, nella seconda serata del 14 marzo è prevista una puntata speciale di “Tg2 Storie” dedicata alle sue diverse conduttrici, a cominciare da Maria Concetta Mattei, fino al 2020 – quando è divenuta direttrice della Scuola di Giornalismo di Perugia, – fra i volti più rappresentativi del notiziario. Domenica 15, alle 18, Francesco Vitale cura invece uno speciale di “Tg2 Dossier”, che insieme alla Domenica Sportiva è la rubrica più longeva della Rai. Le rubriche, del resto, sono forse il principale segno distintivo del Tg2 e hanno spesso portato ottimi ascolti: oltre a “Dossier” e “Storie”, si pensi a “Medicina33”, “Costume e Società”, “Motori”, “Eat Parade”, “Insieme” e “Tutto il bello che c’è”, quest’ultima, ha notato Preziosi, “antesignana dei contenuti sulle buone notizie”. Ma si pensi anche alla riconoscibilità di voci e firme come quella di Gianni Gaspari, esperto di cinema.

da dove veniamo

Infine, da lunedì 16 marzo la striscia del mattino ospiterà opinionisti, commentatori e storici nel ricordo e nell’attualizzazione di questi 50 anni: “Una piccola offerta, sobria, non autocelebrativa” ha spiegato il Direttore: “Semplicemente un modo per rammentare a noi stessi da dove veniamo e la strada verso cui vogliamo andare”.

Preziosi ha difeso la neonata striscia informativa di Tommaso Cerno, in onda alle 14 su Rai2: “Non c’è stata una polemica diretta nei suoi confronti, la presa di posizione della redazione riguardava la collocazione del suo nuovo programma. Posso dire che ogni contributo al pluralismo e all’informazione costituisce un arricchimento per il servizio pubblico e per chi ci ascolta da casa”, ha risposto a una giornalista che gli chiedeva conto del flop di “2 di Picche”, partito proprio il giorno prima con il 5,36%.

tetto di eticità

Quanto alla collocazione politica odierna, Preziosi ha chiarito di essere interessato “solo a fare informazione di qualità”. Come si costruisce? “Rafforzando la propria credibilità, puntando su una verifica accuratissima delle fonti, innalzando quanto più possibile il tetto di eticità del Direttore e di tutta la squadra”. 

Come dicevamo, tuttavia, il notiziario arriva all’anniversario piuttosto acciaccato dal tempo, e il primo problema è proprio politico. O meglio, è legato a quell’oscuro manuale Cencelli a cui l’Italia si è tristemente rassegnata. Con il Tg1 governativo e il Tg3 consacrato alla sinistra, l’avvento della Seconda Repubblica ha inevitabilmente trasformato il Tg2 in un prodotto “spartitorio” minore, fino al consolidarsi, salvo brevi intervalli, di una supremazia di centrodestra.  Dopo il lungo regno di Mauro Mazza in epoca berlusconiana – quota Alleanza Nazionale – e quello del centrista Marcello Masi, con la direzione di Gennaro Sangiuliano (2018-2022) si è registrata una netta virata “sovranista”, tanto da far parlare – citando l’alleanza mitteleuropea – di “Tele Visegrad”. “È certamente più onesta una faziosità limpida ed esibita di una subdola terzietà”, disse il futuro ministro al Foglio nel 2019, certificando la linea editoriale.

la forza dei quiz

L’attuale direttore Preziosi, tarantino classe 1967 ed ex allievo della Scuola di Perugia, è stato già alla guida di Radio Uno e Rai Parlamento, oltre che corrispondente da Bruxelles. È in carica dal 25 marzo 2023 ed è considerato vicino a Forza Italia e ad Antonio Tajani. 

Tutte queste vicende hanno intaccato la reputazione del prodotto. A ciò vanno aggiunti alcuni fattori: la mancanza di programmi-traino, la forza dei quiz preserali e il moltiplicarsi dei conduttori, con pochi volti riconoscibili e quindi in grado di creare affezione. Il risultato è stata una grave emorragia di ascolti, più grave di quella che sta interessando, va detto, tutti i concorrenti a causa dell’era digitale. Sia Usigrai che Unirai hanno chiesto più volte all’azienda di intervenire sulla questione, guardando ai dati Agcom: negli ultimi cinque anni, gli ascolti del secondo Tg sono calati del 30,8% nella fascia 12.00-14.30 e addirittura del 52,9% in quella serale 18.30-21.30, dai circa 1,7 milioni di spettatori del 2021 agli 822.000 del 2025. Le Olimpiadi, come sempre, hanno regalato un’enorme boccata di ossigeno, ma i loro effetti a lungo termine sono ancora da valutare.

L’aspirazione del Direttore, si può immaginare, è che il cinquantenario riesca a richiamare una parte di pubblico. Il resto dovrà farlo lo sforzo editoriale.

(nella foto, Andrea Barbato)

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