Il nome di John Elkann negli articoli e le foto dello striscione dei giornalisti e dei dipendenti de La Stampa contro John Elkann vanno e vengono nel giornale torinese. Dove sono tutti molto sotto stress per la vendita in atto.
Il 25 febbraio, giorno di sciopero contro la scadente trasparenza nelle trattative fra il venditore Elkann e il compratore Leonardis del Gruppo Sae, c’è una manifestazione di giornalisti e dipendenti davanti al Municipio di Torino. Il Direttore Malaguti dà indicazione di non citare il proprietario attuale nel pezzo online sulla manifestazione da pubblicare nel prime ore del 26 febbraio. Chi sceglie le foto però non viene informato e fra le altre pubblica quella dello striscione “Elkann i nostri valori non sono in vendita”.
La foto rimane per qualche ora nel sito, poi il Direttore se ne accorge e dà disposizione di toglierla e di evitare in tutte le sezioni del giornale citazioni (negative) di John Elkann. Non viene pubblicato anche un servizio dell’inviato Niccolò Zancan basato su interviste sulla piazza della manifestazione, in due delle quali veniva criticato Elkann.
Nel pomeriggio del 26 c’è una riunione fra Direttore e Comitato di redazione sul tema. Il Cdr ne esce convocando l’assemblea per il 27 febbraio. Dopo la riunione, a sorpresa la foto con lo striscione “Elkann i nostri valori non sono in vendita” ricompare sul sito. E il cerchio, al momento sembra chiudersi.
(nella foto, lo striscione su Elkann e il sindaco Lo Russo)




