“La partita della Stampa è una partita politica”, ha detto il sindaco di Torino Stefano Lo Russo nel corso della protesta dei giornalisti il 25 febbraio sotto Palazzo Civico. Lo Russo (Pd) ha anche ricevuto una delegazione dei giornalisti. “Politica” in che senso? Nel senso che riguarda il controllo dell’informazione.

Il sindaco nei giorni scorsi ha incontrato Alberto Leonardis presidente del Gruppo Sae, che sta trattando in esclusiva con Elkann l’acquisto dello storico quotidiano torinese. Leonardis ha assicurato che se diventerà l’azionista principale del giornale manterrà “una linea editoriale istituzionale”. Va considerato che a Torino governa il centro sinistra, in Regione Piemonte il centro destra, a Roma il governo è di centro destra. Difficile equilibrio, dunque.

spazi ridotti

“La questione della Stampa non è una questione solo di un giornale -ha poi detto Lo Russo in piazza- È una questione della città di Torino. Il ruolo che La Stampa svolge da tanti anni è un ruolo indispensabile per quanto riguarda il pluralismo informativo, per il racconto delle cose che capitano in questa città e soprattutto un ruolo a maggior ragione indispensabile e fondamentale in un momento generale nazionale e internazionale in cui invece gli spazi si stanno riducendo in maniera piuttosto evidente”.

Lo Russo ha evidenziato come la cessione del pacchetto Gedi non sia una partita che si gioca solo sulla città di Torino, ma una partita nazionale che riguarda la libertà informativa.
“Personalmente ho ricevuto rassicurazioni da parte di chi in questo momento ha l’esclusiva per la gestione della trattativa, a fronte di domande precise che ho posto, e ho ricevuto risposte dentro questa cornice. Ma questo non è solamente un tema occupazionale, è un tema sulla libertà di informazione in Italia”.

150 anni

La protesta dei giornalisti e dei lavoratori del quotidiano La Stampa si è svolta la mattina del 25 febbraio: per la prima volta in 150 anni di storia il personale del giornale è sceso in piazza per chiedere certezze sul futuro della testata e sull’assetto proprietario.

Il presidio si è tenuto davanti al Municipio della città. Giornalisti e dipendenti hanno partecipato numerosi. Hanno portato striscioni con scritte come “La Stampa è di tutte e tutti” e “Elkann i nostri valori non sono in vendita”. L’iniziativa arriva dopo settimane di indiscrezioni sulla vendita del quotidiano.

chiare e ufficiali

In una nota distribuita durante la manifestazione, il Comitato di redazione ha spiegato le ragioni della mobilitazione: “I nostri valori non sono in vendita, da mesi lavoratrici e lavoratori vivono in una condizione di profonda preoccupazione e chiedono informazioni chiare e ufficiali sul processo di vendita. Un timore che non riguarda soltanto il nostro futuro occupazionale, ma investe la qualità e la pluralità dell’informazione nel Paese. Ancora oggi durante una trattativa esclusiva viviamo in un continuo flusso di indiscrezioni contraddittorie e spesso silenti: crediamo sia doveroso che la proprietà confermi o smentisca con chiarezza le informazioni in nostro possesso, ovvero che alcuni improntarti imprenditori abbiano manifestato l’interesse per l’acquisizione de La Stampa”.

incontro fissato

Al presidio hanno partecipato rappresentanti politici di maggioranza e opposizione, assessori comunali e regionali, parlamentari e sindacalisti. Erano presenti anche l’Anpi, l’Ordine dei giornalisti del Piemonte e l’Associazione Stampa Subalpina.

E’ stato fissato un incontro per il 13 marzo in Regione Piemonte, al quale prenderanno parte i sindacati e i rappresentanti dei giornalisti del quotidiano torinese, per ottenere informazioni ufficiali sul processo di due diligence e sulla possibile acquisizione, oltre a chiarimenti sulle tutele occupazionali e contrattuali.

(nella foto, Stefano Lo Russo al presidio per La Stampa)

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