Nel numero di marzo Scarp de’ tenis segue il filo della fragilità sociale, quello che potrebbe tenere insieme la notte di una persona senza dimora e il pomeriggio in cui un coltello finisce nello zaino di un ragazzo. Il mensile della strada spiega la recente conta delle persone senza dimora promossa da Istat insieme a fio.PSD. Scarp ha chiesto a uno scrittore di camminare nella notte con i volontari del rilevamento, di sostare sotto i portici, nel centro di Milano, “ripulita” per le Olimpiadi, tra i giacigli improvvisati. “I numeri servono a orientare le politiche -scrive il Direttore Stefano Lampertico- ma sono le storie a restituire dignità, nomi, biografie. E a ricordarci che la casa non è solo un tetto: è relazione, salute, lavoro. È un diritto”.
Il servizio di apertura conduce tra scuole e strade, dentro il fenomeno dei ragazzi con il coltello. Provando a capire cosa c’è sotto: la paura di non contare, il bisogno di appartenenza, modelli violenti che rimbalzano tra social e quartieri, l’assenza di spazi educativi credibili. Il filo che lega le due inchieste porta a dire che è necessario tornare a fare comunità.
Nel numero inoltre: Carlo Verdelli parla del suo ultimo libro: “Prigionieri del telefono. L’Ai fa parte di noi, impariamo a usarla”; Trabocco Punta Torre. Educare alla lentezza, tra mare e poesia; Fondazione Anfora. Donare un piccolo aiuto scegliendo l’abito da sposa; L’anima del rugby secondo Cabrio-Gabrio, il signore del terzo tempo; Nuova gestione per la pizzeria della legalità; Il ciclone Harry svela le fragilità della Locride, terra che non si arrende; Ti ci devo portare. I consigli per visitare una Napoli differente.




