(S.A.) Giorgia Meloni e Matteo Salvini sono stati coinvolti in falsi video creati con la tecnica del deep fake: le loro voci e i loro volti sono stati ricostruiti con precisione grazie all’uso dell’intelligenza artificiale. I filmati, iper realistici ma del tutto falsi, mostrano interviste mai avvenute nei telegiornali e in programmi televisivi. L’obiettivo dei truffatori è convincere gli utenti a cliccare su link che rimandano a piattaforme online e ad investire denaro.

Come riportato dal Corriere della Sera, in uno dei video, ambientato nello studio di Francesco Giorgino a “XXI Secolo”, si vede la presidente del Consiglio rispondere a domande su una presunta piattaforma chiamata Quantum AI, descritta come sostenuta dal governo e da grandi istituti bancari italiani. Le frasi attribuite a Meloni invitano i cittadini a versare 250 euro, promettendo guadagni superiori ai 30 mila euro mensili. L’intervista falsa include anche sorrisi e gesti che aumentano la credibilità della scena.

Un secondo video mostra la giornalista del Tg5 Simona Branchetti introdurre un’altra intervista fittizia. Anche in questo caso, la voce di Meloni incoraggia l’iscrizione a un “progetto AI” per ricevere prestazioni economiche mensili. Lo schema è sempre lo stesso: cliccare su un link, fornire i propri dati personali e investire denaro.

Il vicepremier Salvini appare invece in una clip con lo stile dei suoi messaggi social, girata alla scrivania ministeriale, dove dichiara di aver testato una “piattaforma reale” che garantirebbe guadagni sicuri.

I tre filmati sono stati individuati dalla Protective Intelligence Network, società privata di Singapore fondata dall’ex poliziotto italiano Angelo Bani, che la settimana scorsa ha presentato i casi al Global Anti-Scam Summit di Londra. L’agenzia, insieme all’italiana Sensity.ai, ha rilevato un incremento di questi attacchi in Italia, con particolare frequenza contro figure di governo. “Un bombardamento che coinvolge personaggi pubblici, su ogni canale social”, ha spiegato Bani.

Secondo gli esperti, lo scopo è raccogliere dati sensibili degli utenti, fino ad arrivare a informazioni utili per accedere ai conti correnti. Ma i truffatori possono assumere l’identità di una persona sfruttando video, audio e contenuti disponibili online, e usarla non solo per frodi bancarie, ma anche per ingannare colleghi, amici e familiari. 

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here