“Ho chiesto io agli organizzatori di lasciare i giornalisti al piano di sotto” e non nella sala con i delegati “per non inquinare delegati e militanti che non meritano di essere circondati da certa gente che non è qua per raccontare la Lega. Anche oggi alcuni giornalisti servi stanno scrivendo cazzate”: così il vicepremier Matteo Salvini al congresso straordinario della Lega in corso a Milano. “Non si aiuta la Lega con i libri, le interviste e il gossip su Facebook”, ha aggiunto. 

potenti di turno

“Per il vicepremier Salvini i giornalisti si dividono in servi e amici. Come in Russia, in Cina e in tutti i regimi totalitari. Probabilmente la sua idea di congresso si avvicina a quella della vecchia Unione Sovietica, con i cronisti che si limitano a tessere le lodi del Grande Timoniere. Finchè siamo in democrazia il dovere della stampa è anche quello di cercare e offrire ai cittadini notizie che non piacciono a potenti di turno. Se ne faccia una ragione il vice presidente del Consiglio e ritiri gli insulti”, ha dichiarato Carlo Bartoli, Presidente dell’Ordine dei giornalisti.

espressioni ingiuriose

Il Comitato di redazione del Corriere della Sera “esprime la sua vicinanza e solidarietà ai colleghi (del nostro giornale e di Repubblica) per gli attacchi del leader della Lega Matteo Salvini. Siamo sconcertati dalle parole utilizzate da Salvini -che è anche vicepresidente del Consiglio e ministro dei Trasporti- che ha rivendicato di aver chiesto lui, da iscritto all’Ordine dei giornalisti, che ai colleghi accreditati a Milano fosse impedito l’accesso alla sala dei congressisti. Ancora una volta si è rivolto ai giornalisti, quelli del Corriere e di Repubblica nella fattispecie, utilizzando espressioni gravemente ingiuriose. Li ha definiti ‘servi’ e li ha voluti tenere a debita distanza dalla platea per non ‘inquinare’ i lavori. Vogliamo ricordare al ‘collega’ Salvini che è dovere dei giornalisti cercare di offrire ai propri lettori notizie anche non gradite ai potenti di turno. Se ne faccia una ragione e ritiri gli insulti”.

Cinque passaggi

Il Cdr de la Repubblica sottolinea che Salvini ha dedicato “almeno cinque passaggi del suo intervento contro il nostro giornale e contro il Corriere della Sera. Matteo Salvini, che tuttora risulta iscritto all’Ordine dei Giornalisti, mostra per l’ennesima volta di non avere alcuna dimestichezza con i concetti di libertà e indipendenza della stampa. Forse confuso dall’aver avuto come unica esperienza lavorativa quella di giornalista di partito. Tutto questo non interesserebbe a nessuno, se non ricoprisse il ruolo di vicepresidente del Consiglio e ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture. Un rappresentante delle istituzioni, dunque, purtroppo a corto di cultura democratica. Una ragione in più per continuare a fare il nostro lavoro, di racconto e di denuncia”.

(nella foto, Matteo Salvini al congresso di Milano)

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