Le occupazioni delle scuole sono inutili o le piazze anticipano i cambiamenti?
Se ne parla nelle 8 pagine de La Stampa dedicate agli studenti. Più che dedicate, scritte da loro. L’inserto si chiama “Fuori Classe”, è uscito per la prima volta lunedì 26 ottobre e uscirà tutti i lunedì.
Nell’articolo di presentazione (“Nelle nostre idee le sfide del futuro”) Chiara Comai spiega che già 25 istituti superiori del Piemonte hanno aderito e altri se ne aggiungeranno. I pezzi sono di studenti del terzo, quarto e quinto anno. “Perché si parla solo di vetrine, ma si ignorano le ragioni di chi scende in strada?”, chiedono Sofia Gennaro e Isabel Vingiano dell’Istituto Lagrangia di Vercelli.
quale domani
Il primo numero è quasi tutto sulle manifestazioni del 17 ottobre e dopo. “Sbagliato liquidare le piazze. Sono il vero sismografo dei cambiamenti di un’epoca”, scrive Melinda Arvat dell’Istituto Beccari Steiner di Torino. E dall’Istituto Cigna Baruffi Garelli di Mondovì, Fabio Baldacchini: “Cortei e forze dell’ordine, ci si deve sempre rispettare”. “Le occupazioni sono inutili, saltare le lezioni è dannoso e alimenta l’ignoranza” (Liceo Cavalieri di Verbania, Arianna Mariani e Margherita Santini). Poi, dall’Istituto Cavour di Vercelli: “Rivoluzione è scegliere oggi il mondo che verrà”. “Ci hanno promesso un domani ma non ci hanno detto quale” (Liceo Spinelli, Torino).
Mattia Bava del Liceo Volta di Torino apre un altro fronte: “AI supporto per chi studia o trucco per faticare meno?”. Con interventi dal Liceo Cavour e dall’Istituto Peano di Torino.
E poi Caterina Aimone Mariota e Ginevra Viviana Damiano del Liceo Alfieri di Torino parlano del “valore di avere idee diverse ed essere amici”.
senza reticenze
Ha scritto il Direttore Antonio Di Rosa che obiettivo del progetto scuola è avvicinare i giovani al giornale: “Abbiamo una redazione di centinaia di studenti che scriverà di attualità, cose personali, grandi temi. Finalmente consoceremo le loro opinioni senza filtri, potranno intervenire sulle questioni più delicate con l’aiuto della nostra redazione. Avremo anche un progetto università, sulla falsariga della scuola, con un tratto diverso e altre tematiche. Il nostro interesse è legare i giovani a La Stampa per avere i loro contributi e capire meglio cosa pensano della società in cui tutti viviamo. Spero che esprimano le loro opinioni senza reticenze”.





