Si può rispondere a un comunicato sindacale con una diffida legale? Non è previsto, ma è accaduto all’Agenzia La Presse.
Tutto nasce da un provvedimento disciplinare recapitato a metà luglio a una vice caposervizio della Cronaca e Interni, Lorena Cacace. Il Comitato di redazione all’inizio di agosto ha scritto un comunicato, a nome dell’assemblea di redazione, per esprimere solidarietà alla collega. Il documento non è stato diffuso all’esterno e il Cdr si è dichiarato “disponibile al dialogo e al confronto costante”. L’Azienda ha chiesto in due occasioni al Cdr una rettifica, perché il provvedimento disciplinare non era motivato dalla “gestione di un cambio turno” come affermato dal Cdr, ma da una gestione dei turni di redazione in modo da favorire alcuni e danneggiare altri.
A fine ottobre al Cdr è arrivata una lettera dell’avvocata incaricata dal Presidente de La Presse, Marco Maria Durante, che diffidava entro 5 giorni a rettificare il comunicato, riservandosi in caso contrario iniziative a tutela dei propri diritti. La Federazione della Stampa ha risposto ricordando un sindacato aziendale può non concordare con il datore di lavoro (e vale il contrario) e può esprimere liberamente la sua posizione. L’Azienda non può cercare di intimidire il sindacato preannunciando una causa.
Controreplica de La Presse: siamo intervenuti perché non sono stati raccontati i fatti come sono avvenuti, perché l’assemblea non è mai stata tenuta, perché il documento sindacale è stato scritto senza conoscere il provvedimento disciplinare.
Tutte situazioni che in ogni redazione, di solito, vengono affrontate da Aziende e rappresentanti dei giornalisti al tavolo sindacale, in confronti anche molto aspri, ma senza ricorrere a lettere di avvocati.




