Quali sono le domande inopportune? Davvero dipende tutto dal contesto?
Dibattito sui media per una vicenda che vede protagonisti due tra i più noti giornalisti italiani: Gigi Marzullo e Francesca Fagnani. Il fatto è accaduto sabato 18 luglio in Piazza Cantilena a Minori, sulla Costiera Amalfitana. La conduttrice televisiva, intervistata dal collega Rai, stava presentando il suo libro “Mala – Roma Criminale” (Feltrinelli), quando ha ricevuto una domanda personale: “Le manca non aver avuto un figlio?”. La sua reazione è stata molto piccata: “Mi manca un figlio? Se vuoi insistere ti rispondo, ma per farti felice, non perché lo trovo un argomento che io userei nelle mie interviste… Io non ho vissuto quell’esperienza, quindi mi manca una cosa che non conosco, non lo so… è un tipo di gioia immensa che non ho vissuto, sicuramente, ma la maternità si esplica in mille modi diversi, con gli amici, con la famiglia, con la protezione, con i cani e con tutti”.
schermaglia verbale
Di qui una breve schermaglia verbale. “Io devo essere un po’ pungente, sto parlando con una belva che conduce un programma”, ha ribattuto Gigi Marzullo, citando la nota trasmissione di interviste dell’interlocutrice, “Belve”. E lei: “E io ti rispondo da belva, ma non sei pungente, fai una domanda che nel 2026 non è giusto porre”. “Non è vero, è giusto porre ogni domanda, è la risposta che può non esserlo”, ha replicato il presentatore di “Sottovoce”. “Non è vero, l’invadenza nell’intimità è una cosa che io non faccio mai”, ha assicurato la giornalista. Il resto della serata è stato segnato da tensioni e battute reciproche, con Fagnani che ha accusato Marzullo, sorridendo, di averla in antipatia.
Insensibilità e maschilismo”
I video del diverbio, ampiamente circolati in Rete, hanno diviso pubblico e commentatori. Molti hanno accusato Marzullo di insensibilità e maschilismo (“agli uomini non lo si si chiede mai”; “non essere madre è ancora percepito come una colpa”; “sono argomenti delicati e strettamente privati”, e così di seguito); altrettanti, dal lato opposto, hanno puntato il dito contro l’apparente “doppio standard” di Fagnani, che a Belve non lesina quesiti confidenziali su relazioni sentimentali, sessualità, uso di stupefacenti e chirurgia estetica, facendone anzi la cifra delle sue conversazioni. Di più: alcuni hanno realizzato dei collage con le sue domande sulla maternità- talvolta identiche a quella di Marzullo- o sulla scelta di abortire. “Ironia della sorte”, ha scritto Massimo Falcioni su Today, parlando di un “autogol”, “la Fagnani somiglia molto al Mammucari che abbandonò il suo studio, incapace di reggere il suo approccio”.
il peso del contesto
Anche qui, tuttavia, i “difensori” della conduttrice hanno sottolineato come a essere dirimente sia sempre il contesto, essendo “Belve” un programma in cui ci si presta volontariamente a dialoghi di quel tipo, diversamente dalla presentazione di un libro su un argomento specifico. “Francesca Fagnani è andata a Minori per parlare di mafia, Gigi Marzullo le ha chiesto perché non ha figli”, titola Vanity Fair. “Francesca Fagnani, Gigi Marzullo e le domande che continuiamo a fare alle donne (e che a un uomo non farebbero mai)”, si legge su Elle. Similmente, per l’esperto di comunicazione Patrick Facciolo, celebre grazie ai video in cui analizza linguaggi verbali e non verbali, “che Fagnani a ‘Belve’ abbia fatto domande simili a quella di Marzullo è, sul piano retorico, un esempio di falsa equivalenza. ‘Belve’ è un format costruito sulla self-disclosure consapevole dell’ospite, cioè sul racconto volontario di sé. Chi accetta di partecipare conosce in anticipo il tipo di intervista e il setting comunicativo al quale sceglie di esporsi”.
condizioni concordate
È pur vero, tuttavia, che con Marzullo Fagnani non ha mai parlato di contesto, asserendo in linea generale di non essere usa a quel tipo di “invadenza”, e di considerare quella domanda “inopportuna nel 2026”. Naturalmente, è possibile che per lei l’elemento-contesto fosse sottinteso o presupposto, oppure che abbia cambiato idea sui limiti di un’intervista.
In ogni caso, tre giorni dopo i fatti è intervenuto il comunicato di Francesco Sigillo, direttore artistico e organizzatore della rassegna di Minori: “Desidero pubblicamente porgere le mie più sincere scuse alla Dott.ssa Francesca Fagnani per quanto accaduto Sabato 18 Luglio nel corso della serata dedicata alla presentazione del suo libro. L’organizzazione ha lavorato con la massima attenzione affinché fossero pienamente rispettate le condizioni concordate per lo svolgimento dell’incontro e lo spirito con cui la Dott.ssa Fagnani aveva gentilmente accettato il nostro invito. Rinnovo la mia profonda gratitudine per la sua presenza a Minori, che ha conferito prestigio e valore culturale alla manifestazione. Ci auguriamo che quanto accaduto non offuschi il significato di una serata pensata per promuovere il dialogo, la cultura e il rispetto reciproco”.
spirito dell’invito
Un direttore artistico che chiede scusa a una giornalista per una domanda sgradita è singolare, e conferma quanto il tema in questione tocchi ormai nel profondo la sensibilità collettiva. “Condizioni concordate” e “spirito” con cui è stato “gentilmente accettato l’invito” fanno trasparire anche, però, quello che forse è il succo della questione: probabilmente, l’ospite aveva acconsentito a parlare solo del libro, adirandosi sia per lo “sconfinamento” di Marzullo sia per la domanda in sé. Il dibattito resta aperto.
(nella foto, Francesca Fagnani e Gigi Marzullo a Minori)






Una domanda che non aggiunge nulla all’informazione ma entra rozzamente nella sfera intima dell’intervistata . Come quando chiesero a Michela Murgia se la sua vita sarebbe stata più appagante se fosse stata bella e magra. Ricordo che la sua risposta non fu diplomatica come quella di Fagnani
a Marzullo.