(A.G.) Ho scoperto perché i giornali vendono sempre meno copie (intese sia di carta che digitali). O meglio uno dei motivi, di cui, in ogni caso, già tante volte si è parlato.
Ci arrivo attraverso un piccolo racconto. Una signora che conosco, vicina ai cento anni, molto presente a se stessa, una mattina di questo mese di luglio, poco prima dell’ora di pranzo, ha ricevuto una telefonata sul suo numero fisso. Un sedicente carabiniere, qualificatosi con cognome, la chiamava dal Comando generale (addirittura!) per comunicarle che dopo una rapina in una gioielleria in centro erano stati trovati documenti che si riferivano al marito (con nome e cognome), morto peraltro venti anni prima e che uno dei suoi figli (con nome) era sotto interrogatorio nella stanza accanto. I carabinieri stavano per venire a metterle sottosopra casa, per cercare tracce. A meno che la signora non avesse consegnato tutto il denaro e tutti i gioielli che aveva a portata, affinché potessero essere effettuati rilievi sulle impronte digitali.
qualche resistenza
La signora, un po’ di incredula, faceva qualche resistenza. Chiedeva di parlare con il figlio, ma “non può venire adesso, è sotto interrogatorio”. A questo punto il carabiniere le ha suggerito di chiamare il 112, numero per le emergenze, e chiedere di lui, per essere sicura che non si trattava di una truffa.
La signora ha attaccato ha composto il 112, ha chiesto del carabiniere di cui sopra, gliel’hanno prontamente passato. Di qui in poi non l’ha più mollata, è stato attento che non avesse mai il telefono libero, né lei nè la persona che le fa compagnia, che hanno fatto uscire portandosi dietro il cellulare della signora “per prendere i consegna alcuni documenti sulla vicenda”. La signora ha raccolto contanti e preziosi che aveva, li ha messi in una busta e un giovanotto è passato a ritirarla. Assicurando che dopo pochi minuti il figlio l’avrebbe chiamata e che avrebbero poi provveduto a restituire tutto.
ingannata brutalmente
Il figlio non ha mai chiamato e dopo qualche tempo la signora si è resa conto di essere stata brutalmente ingannata.
Che c’entrano i giornali? Il tema “truffe agli anziani d’estate” (ma anche ai meno anziani) è ben noto ed è stato ampiamente trattato. Ma se ad ogni inizio d’estate, con l’ausilio delle Forze dell’ordine, si facesse il punto della situazione e si ripetessero ai cittadini alcune semplici regole, l’odioso delitto troverebbe terreni meno fertili.
E’ facile trovare in internet come funziona il trucco del 112. E’ facile trovare che nessun carabiniere chiederebbe mai soldi o gioielli. E tanti altri meccanismi e precauzioni per prevenire raggiri che ogni giorno fanno decine di vittime. Spiegando anche, magari, alle vittime predestinate come aiutare gli investigatori mentre la truffa viene avviata.
Non è mai sprecato lo spazio per dare una mano, per impedire sofferenze, per ostacolare e identificare furbi malfattori.
servono poco
Dunque, per tornare all’ipotesi iniziale: i giornali vendono sempre meno anche perché “servono” sempre meno. Sono stati eliminati quasi generalmente i cinema, non si pubblicano i percorsi delle manifestazioni, nè le farmacie aperte e così via tutte quelle piccole e grandi cose di servizio che rendevano gli organi di informazione “amici”. Non si offrono consigli, non si sta dalla parte dei fragili e degli indifesi. Non si combattono i tagli e i disastri nella sanità e nella scuola pubbliche. Si trova però ogni dettaglio sulla governance Rai, sui meccanismi della legge elettorale e sui nuovi partiti fondati da chi lascia il Pd, sui condizionatori di destra e le pale sul soffitto di sinistra.
“Notizie e utili avvisi”, questa era l’informazione secondo l’insegnamento di un direttore esperto come Carlo Verdelli. Gli utili avvisi sono spariti, o quasi.





Hai perfettamente ragione Andrea. Purtroppo. Che ne pensi ad esempio di Repubblica che mette la TV solo dalle 18 in poi? Vietato guardarla, prima?